martedì 26 novembre 2013

Delle novità del mio lavoro

Oggi non è una buona giornata.
Ho appena appreso che ad una mole di lavoro già disumana (e non sto qui a spiegare il perché) si è aggiunto un carico da undici che contribuirà a destabilizzare il mio già precario equilibrio casa-famiglia-lavoro.

Io amo il mio lavoro.
L'ho scelto, credo nella sua funzione sociale, oltre che culturale. Godo nell'aver a che fare con giovani, gioisco nello svolgere un'attività che, pur nell'apparente ripetitività,è sempre nuova e sempre varia.Mi piace aggiornarmi, approfondire, introdurre nuove tecniche. Sono persino disposta ad adeguarmi alle innovazioni tecnologiche, nonostante la mia conclamata imbranataggine informatica. 
Ma la tecnologia fine a se stessa no.

Il mio lavoro è educare, istruire, formare, non inserire dati, cifre, tabelle, perdendo minuti preziosi che sarebbe più opportuno dedicare ad altro.
Non mi sento onorata perché fra tanti sono stata scelta per questa sperimentazione, non mi sento onorata per niente.

Lasciatemi in pace.
Lasciatemi celebrare il valore eterno dell'eroismo e della poesia.
Lasciatemi ricordare le vicende degli uomini e degli dei.
Lasciatemi scoprire e far scoprire la bellezza e la pregnanza di un termine, la sua storia e il suo corretto utilizzo.
Non fatemi perdere tempo a digitare gli assenti della prima ora, che poi dovrò considerare presenti a seconda e poi assenti di nuovo in quinta perché prelevati dai genitori. 
Già sono sepolta da montagne di scartoffie che nessuno leggerà mai, già devo combattere con l'ignoranza sempre più crescente di chi crede che tutto gli è dovuto e, talora, ignora dimentica le norme di buona educazione, già mi devo confrontare con un mondo che considera la letteratura, la poesia e la classicità "cose morte" e inutili...PURE IL REGISTRO ELETTRONICO NO, ex abrupto, per giunta!
Per carità, ne comprendo le potenzialità positive. Probabilmente, quando andrà a regime diventerò velocissima e non impiegherò molto tempo per fare tutto, ma, spiegatemi, che fretta c'era? Non vale più il principio "Anno nuovo, vita nuova" (inteso come anno scolastico e non solare)?



P.S. Mi sa che erano meglio le pessime foto dei miei "capolavori". Scusate lo sfogo!

7 commenti:

  1. ma cos'è un registro elettronico?
    dal nome sembrerebbe tipo un palmare, una figata..

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    1. Praticamente il corrispettivo del registro cartaceo. Peccato che sia uno per tutti, pare, e che, quindi, dobbiamo lavorare con mezzi propri. Sarà, all'inizio, molto complicato da gestire e, secondo me, è fondamentalmente inutile.E poi...mi ci vedi? Mi sa che questa è la volta che , veramente, faccio esplodere qualcosa!

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    2. cioè un palmare condiviso?
      ma (e qui mi scuso per il portare avanti un punto di vista evidentemente nato dall'altra parte della barricata): oltre a segnarci i voti, a cosa serve un registro??

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    3. Un registro serve a segnare gli assenti, chi entra in ritardo ed esce prima, chi giustifica o non giustifica le assenze, le lezioni svolte e quelle assegnate, le comunicazioni della Dirigenza e le note disciplinari, la programmazione, etc,etc e, anche, i voti. Pensami.

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  2. Ciao, io ti capisco, eccome se ti capisco! Passo ore a cercare di riportare questi benedetti voti sul registro, ma poi o il server non funziona oppure non mi memorizza l'inserimento; alcuni genitori si lamentano di non trovare i voti, altri affermano che tanto loro non lo consultano perché sembrerebbe loro di non dimostrare fiducia nei confronti dei figli...Bah. A me sembra che per ora questo benedetto registro elettronico faccia scontenti un po' tutti...

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    1. Ecco, queste sono le altre cose che mi turbano. E allora torniamo al punto di partenza: mi spieghi perché devono infliggerci quest'ulteriore tortura?

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    2. Puro sadismo. E convinzione che noi insegnanti lavoriamo poooooco in rapporto al lauto stipendio che percepiamo. Prima ancora ci hanno affibbiato l'altro disumano lavoro di correzione e inserimento delle prove Invalsi. E l'anno scorso hanno provato pure a passare le ore d'insegnamento a 24, a parità di stipendio e senza contrattazione. Senza riuscirci, per il momento.
      E vogliamo parlare del fatto che questa vita ce la faranno fare fino a 67 anni? Sai cos'ha detto un mio alunno a tal proposito? "Ma....Professoressa......dovrete venire con la badante a scuola?" e, ti giuro, lo diceva senza alcuna ironia. Insomma....lo capisce anche un bambino che il nostro non è un lavoro che si possa fare fino alle soglie dei 70 anni. E in questo modo poi! Senza incentivi, senza risorse, ma neppure il minimo indispensabile, per poter far funzionare le scuole come si deve. Un bambino di prima media lo capisce. Loro, i nostri grandi politici, no.
      Che tristezza!

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