lunedì 19 novembre 2018

Di cose che non vorresti mai sentire 6

Lunedì. Dolcezze entra in Quinta e comincia a spiegare. Dopo un po' si ricorda che aveva incaricato il rappresentante (sì, c'è ancora lui...errare humanum, perseverare diabolicum) di raccogliere del materiale da distribuire ai compagni:
"Rappresentante, hai portato quei fogli?"
"Oh, prof! Mi scusi...è che stamattina sono un po' ritardato e mi sono dimenticato..."
Il compagno di banco: "Solo stamattina?"


giovedì 15 novembre 2018

Di 4 stagioni...e di riflessioni


Quest’anno sull’Isola Creativa è stato organizzato un SAL molto intrigante, il cui banner troneggia da mesi ormai a sinistra della schermata del blog, che ha come tema le 4 stagioni.




Per chi non lo sapesse il SAL è un lavoro di gruppo…individuale (scusate l’ossimoro): si divide il progetto in tappe che si eseguono autonomamente, condividendo con gli altri partecipanti i propri progressi. In genere si sceglie un lavoro unico per tutti, stavolta, invece, c’era pure libertà di scelta e, quindi, ognuno ha deciso da sé il ricamo da eseguire. Dani mi ha fatto dono di uno schema delizioso e, soprattutto, veloce, e quindi ho ultimato l’”impresa” ben prima della scadenza, anche se le mille attività mi hanno finora impedito di incorniciarlo degnamente.



Per ogni stagione c’è un disegno specifico, ovviamente, ma un uccellino stilizzato si rincorre nei vari quadri e solo nell’estate manca l’albero, sostituito dai girasoli. 




Era da tanto che non mi impegnavo in un ricamo a punto croce che non fosse decorativo di qualcosa di “utile”: da un po’, infatti, complice il limitatissimo tempo a disposizione da dedicare ai miei hobbies, mi sono concentrata solo su lavori funzionali ad un obiettivo di provata utilità, che fosse uno scialle o un lenzuolo per il corredo della Stella o un regalo per qualcuno. Questo ricamo, invece, mi ha fatto ricordare la bellezza di un lavoro “inutile”, che forse servirà solo ad affollare le pareti della mia già affollatissima cucina, ma a me ha dato piacere nel ricamarlo e ha la sua ragione di esistere in sé stesso.
Tempo perso, direbbe la Genitrice, come è tempo perso contemplare un tramonto, passeggiare nei boschi o rimanere fermi a guardare il proprio figlio che dorme.
In una società che dà valore solo a ciò che “serve” e dà guadagno, riscoprire la Bellezza fine a sé stessa forse è fuori moda, ma dà gioia.

lunedì 12 novembre 2018

Del colpo di stato

foto vera di dramma vero tratta dal web

L'anno scorso in Prima erano stati eletti rappresentanti due ragazzi deliziosi: Matematico e Bionda. Per tutto l'anno avevano lavorato bene: scrupolosi, attenti,  diplomatici quanto basta...nulla da dire,  insomma.  Quest'anno la loro riconferma era scontata, almeno per Dolcezze, notoriamente distratta.
Qualche settimana fa erano previste le elezioni,  precedute dall'assemblea di classe, presieduta da Dolcezze. E qui...la grande sorpresa: alla lavagna, insieme ai due candidati previsti,  compaiono altri 2 nomi: Interventista e Timidone.  
"Prof, noi vorremmo parlare."  
"Ma certo!  Dite pure!" 
"Vorremmo parlare alla classe." 
"In che senso?"
"Abbiamo pensato che è meglio se presentiamo il nostro programma, come alle elezioni, quelle importanti"
Dolcezze sorride: forse veramente sta passando la forza della democrazia. "Prego, fate pure". 
Comincia Timidone: "Vorrei innanzitutto ringraziare tutti voi per il bellissimo anno trascorso insieme l'anno scorso.  Siete compagni di scuola e amici meravigliosi ai quali io voglio offrire il mio impegno. So che è un incarico di responsabilità, ma so anche che riuscirò a raggiungere i miei obiettivi. Audaces fortuna iuvat, e io sono audace!"
Interventista: "Sicuramente Timidone è audace, ma io so parlare bene con i professori. Se mi chiederete di giustificare la classe, IO lo farò. Nessuno più di me è capace di difendere e proporre. Io farò sostituire la lavagna di ardesia con una magnetica, io riuscirò a far riparare la maniglia della porta, io sarò capace di far diminuire i compiti per casa, perché IO sono bravo e capace, non come...Ok, basta così, sapete bene cosa intendo"
Matematico: "Ragazzi, non sapevo che si dovesse parlare...non ho molto da dire...voi mi conoscete..." 
Bionda è assente, quindi non può fare il suo discorso.
Si procede al voto: Interventista 15, Timidone 4, Matematico 0, Bionda 1(la compagna di banco è nei secoli fedele). 
Matematico, attonito, guarda la lavagna e pure Dolcezze è molto colpita. Ovviamente non può commentare, ma si chiede come sia possibile che uno sbruffone abbia stravinto e il candidato perfetto non abbia avuto neanche un voto (figurati se mai avrebbe votato per sé stesso. Questione di etica). Poi però riflette: cosa offriva Matematico? Onestà e correttezza. Cosa offriva Interventista? Panem et circenses. Per non parlare poi di Timidone e della sua captatio benevolentiae. Mancava solo che si offrissero merendine e panini e poi la riproduzione in piccolo delle "elezioni importanti" sarebbe stata completa.

Oggi Dolcezze ha ascoltato dal corridoio una discussione:
"Ma non avevi detto che avremmo avuto la lavagna magnetica? Io sono allergica al gesso, non possimo continuare così!"
"Ehm, sono andato dalla segretaria, ma ha detto che al momento mancano i soldi, perché ne avevano già comprate per altre classi." 
"E poi dovevi dire alla prof di ridurre gli esercizi..."
"Non vorrete che me la renda nemica subito! Datemi il tempo..." 
"Ma ti eri impegnato! Ti abbiamo votato per questo!"

Si parva licet componere magnis...

giovedì 8 novembre 2018

Delle cronache di Villa Arzilla 35

continua da qui



La giornata di visite mediche di Dolcezze e Genitrice inizia alle 7.00:
"A che punto sei, Dolcezze? Io sono pronta"
"Ehm...l'appuntamento è per le 9.00. Devo prima sistemare il bambino. Ti passo a prendere alle 8.00"
"Così tardi? Va beeeeneeee"
Esattamente mezz'ora dopo:
"Io comincio ad uscire, sai che perdo tempo a fare le scale"
"VA BENE".
Alle 8.00 le due allegre pulzelle sono già per strada. Arrivati in ospedale: 
"Forse sarebbe il caso prendere una sedia a rotelle, se no ti stanchi troppo. Vado a cercarne una."
Così Dolcezze comincia un tour per i gironi infernali dell'ospedale, mandata da Erode a Pilato finché raggiunge lo sportello deputato. Consegna la carta di identità a caparra, prende una sedia che sicuramente ha visto il boom economico e comincia la risalita. Peccato che le ruote siano inceppate e difficili da controllare e Dolcezze debba fare una fatica allucinante per non azzoppare i malcapitati che le vengono incontro.
Arriva finalmente all'ascensore, grondando sudore come se avesse corso i cento metri, pigia il pulsante  del piano dove ha lasciato la Genitrice e, quando si aprono le porte, se la trova davanti comodamente sistemata su una SEDIA A ROTELLE.
"Ma come hai fatto? A me non l'avevano voluta dare al piano e mi hanno mandato all'ufficio preposto...e a te sì?"
"Eh, cara Dolcezze, io ho le gambe che non funzionano, ma il resto va benissimo!"
E siccome al danno si è aggiunta la beffa, Dolcezze riprende la sua odissea per restituire la sedia "vintage" e recuperare il suo documento, mentre la Genitrice intrattiene conversazione con tutti i suoi compagni in sala d'attesa. 

Alla fine della giostra Genitrice ha lasciato un po' del suo sangue e recuperato l'ennesima richiesta di visita con un nuovo specialista. In dieci giorni ha incontrato: reumatologo, ortopedico, ematologo, neurologo, nefrologo. 
Manca solo lo psichiatra. 

Per Dolcezze.

mercoledì 7 novembre 2018

Delle cronache di Villa Arzilla 34

foto vintage dal web

Dolcezze è a scuola. Alla ricreazione dà una sbirciata al telefono e trova una chiamata dell' AmicoDottore. Richiama immediatamente: 
"Ho visto che mi hai cercato. Hai bisogno di qualcosa?" 
"Sei all'ospedale per la visita?" 
"No, a scuola, perché? La visita della Genitrice è domani" 
"E allora Genitrice dov'è? Io suono da dieci minuti e nessuno mi risponde. Anzi, ora che guardo, la casa è tutta chiusa." 
"Non è possibile! Forse è in balcone e non sente e la badante è per la spesa. Comunque, aspetta che la chiamo subito. E arrivo, così vediamo".

Dolcezze corre, immaginando gli scenari più apocalittici, finché riesce a contattare la badante: "Dov'è Genitrice?" "Genitrice parrucchiera!" "Ah, ecco perché non sente! Sarà sotto il casco!" Ma quando arriva a casa Dolcezze trova tutto sbarrato e il medico dietro la porta, finché vede arrivare la badante: "Ma Genitrice dov'è?" Genitrice parrucchiera! Io detto!" "Cioè, fammi capire...GENITRICE E' ANDATA DALLA PARRUCCHIERA? Non è venuta la parrucchiera a casa?" "Sì, parrucchiera non potere venire e allora Genitrice è uscita lei. Ora vado a prendere"
Arriva e Dolcezze, lievemente alterata, le chiede conto e ragione: 
"Ma come, stamattina mi hai detto che non ti potevi muovere e poi hai fatto tutte quelle scale per andare dal parrucchiere? Ma se non esci da mesi! E poi senza dirmi niente!"
"Senti tu, io non devo dare conto a te di quello che faccio. Se te l'avessi detto tu me l'avresti impedito. Domani devo andare per la visita in ospedale: volevi che mi presentassi tutta in disordine?"
E Dolcezze, che si guarda allo specchio e vede l'immagine di una strega scarmigliata conclude: 
"Hai fatto ben, Genitrice. Hai sempre ragione tu"