venerdì 27 luglio 2018

Di cose che non vorresti mai vedere

Dolcezze: "Cucciolo, avrei bisogno di un favore. Siccome devo uscire e c'è il pane in preparazione nella macchina, dovresti togliere le pale quando suona, prima che inizi a lievitare. E' facilissimo: prendi questo gancio e tiri su le pale. Va bene?"
Cucciolo: "Cos'hai detto? Com'è che devo fare?"
D.: "Guarda: con l'uncino agganci le pale e le tiri su. Posso contare su di te?"
C.:"Ma certo! Prendo l'uncino e tiro su le pale! Chiarissimo!"

Dolcezze torna a casa : 
"Cucciolo, hai fatto tutto?" "Certo, mamma! Ho fatto come mi hai detto."

A cena Dolcezze porta il pane in tavola e inizia a tagliarlo a fette, finché non tocca qualcosa di duro. Guarda meglio e trova, nella mollica, LA PALA.


"Cucciolo! Ma che hai fatto? Non avevi tolto le pale?"
"Mamma, ma tu non mi avevi detto di togliere le pale, ma di TIRARLE SU. Io ho fatto quello che mi hai detto tu: LE HO TIRATE SU!

lunedì 23 luglio 2018

Di cose che non vorresti mai sentire 5

(ahimè, questa foto non raffigura me, ma è tratta dal web)

Con il mare Dolcezze ha un rapporto controverso: ama contemplarlo in tutte le stagioni, è talmente abituata alla sua vista da soffrire di vere e proprie crisi di astinenza quando ne è forzatamente lontana (vedasi ai tempi della campagna calabra), ma poi non è che in estate impazzisca molto ad andarci, anche perché soffre molto il caldo. Quindi, quando ci va, dopo i due bagni di ordinanza, si piazza sulla sdraio sotto l'ombrellone  e si dedica alla sua attività preferita: la lettura. Mai e poi mai passeggerebbe in spiaggia senza un adeguato pareo  (forse sarebbe meglio un burka), perché, di fatto, ha un esagerato senso del pudore e in costume si sente nuda. Siccome questo è un problema antico, anche da ragazza Dolcezze non ha mai usato il bikini (nonostante dotata di una pancia perfettamente piatta anche dopo le gravidanze, eredità della Genitrice), ma sempre un rigoroso costume intero. Per l'esattezza ne compra uno l'anno, sempre nella solita merceria vicino casa, sempre regalo di onomastico della Genitrice. 
Nell'avvicinarsi del fausto evento e prima di trasferirsi in pianta stabile nel Buen Retiro, Dolcezze quindi va per l'acquisto: 
"Buongiorno! Mi fa vedere i costumi interi?"
"Ehm, è arrivata tardi, signora: abbiamo finito tutto".
"O mamma! E come mai? Ogni anno ho sempre trovato un grande assortimento!"
"Sì, quest'anno, invece, i costumi interi sono andati a ruba! Anche CHI POTREBBE PERMETTERSI IL BIKINI HA PREFERITO L'INTERO."
...
(Cioè, scusa, vorresti insinuare che io non posso permettermi il bikini? E che in questi anni passati ho sempre comprato costumi interi perché sono una cicciona?
"Ok, allora ci rivediamo l'anno prossimo."
(Mai più. Non mi vedrai mai più, brutto insolente!)

La vita è proprio dura per le donne pudiche!

giovedì 19 luglio 2018

Di ospiti sgraditi e importuni

Carissima,
ci conosciamo da sempre: sei stata mia compagna fedele in tutte le mie estati a casa e al mare. Non mi accompagnavi al Paese, perché le temperature più basse non ti si confacevano. Non eri un’ospite gradita: spesso ho desiderato che tu non ci fossi, ma, alla fin fine, arrivavi con l’estate e te ne andavi con lei, per cui ero rassegnata al “pacchetto completo”. Oltre tutto prima eri pure discreta e prevedibile: di giorno non ti facevi vedere, ma al calar del sole arrivavi, puntuale come la morte, e lì cominciavano le storie: la Nonna si infuriava, la Genitrice si lamentava, io e il Genitore sopportavamo pazientemente la tua compagnia, purché non fossi così sfacciata da seguirci in camera da letto perché allora sì che ci arrabbiavamo tutti. Anni di esperienza ci avevano consentito di trovare vari modi per tenerti fuori, primo fra tutti restare al buio, e se per caso qualcuna di voi sfuggiva al rigido controllo, diventava oggetto di una caccia sfrenata e finiva spiaccicata sul muro, senza alcuna pietà. E poi, comunque, alla fine dell'estate partivi e tornava la pace.
Poi qualcosa è cambiato: 


hai invitato quell’antipatica di tua cugina, la “tigre” e lì sono cominciati i problemi. Quella sanguisuga non rispetta alcuna regola: si pianta in casa altrui tutto il giorno, non dà tregua in nessun momento, ronza intorno a tutti e non lascia in pace nessuno. 
Non appena mi alzo e vorrei prendere in pace il mio caffè, subito lei e le sue amiche mi circondano e mi aggrediscono, manco vivessi nella palude pontina pre-bonifica. Nessuna strategia repellente funziona: mi cospargo di unguenti, mi avvolgo di spray, mi avveleno con zampironi e citronella …e nulla: siete sempre là, sempre più forti e sempre più numerose.

Dimmi la verità: non è che vi nutrite di zampironi e candelette?

domenica 15 luglio 2018

Di borse di fettuccia 9

Estate: tempo di sole e di mare, di colori da contrapporre al grigiore di questo lunghissimo inverno. Ho tirato fuori una borsa fatta un paio di anni fa e mai indossata, perché mi sembrava troppo frivola. Ora sarà, come dice la Genitrice, che "ho perso il sentimento"*, sarà che ho bisogno di tirarmi su, sarà che ho comprato una casacca che ci sta a pennello, l'ho messa in esercizio.


Se guardate bene è il prototipo del modello della borsa blu che ho fatto qualche mese fa , anche se è un po' più piccola e si restringe in alto.

Che dite, ricorda l'estate?

* "perdere il sentimento" vuol dire "perdere la ragione/impazzire"


E con questo post "che più giallo non ce n'è", partecipo al progetto del mese di Ispirazioni & co.






mercoledì 11 luglio 2018

Di fiocchi nascita (e Delle cronache di Villa Arzilla 29)

La vena creativa di Dolcezze languiva un po'. Troppa la stanchezza, troppi i pensieri, troppe le ansie. Ci voleva una cosa bella per ricominciare e finalmente è arrivata: un nuovo cuginetto, figlio di un suo figlioccio di Battesimo...e Dolcezze è ripartita! Tanti i progetti, ma uno solo quello finora portato a termine.
L'idea parte da qui, ma poi è stata abbondantemente rimaneggiata traendo ispirazione qua e là da Pinterest e il risultato è questo:




La costruzione è stata laboriosa, la cervicale di Dolcezze ne ha risentito parecchio e di questo ha parlato con la Genitrice:
"Sono alle prese con il fiocco nascita di Baby M: mi fa male il collo! Mi risulta difficile assemblarlo: ho cambiato il progetto già quattro volte perché qualcosa ancora non mi convince"
"Tu che hai queste idee: chi ti porta a metterti in questi rotoli scarsi*? Se poi non gli piace? Tanto lavoro per niente!"
"Ma perché non gli dovrebbe piacere? Lo abbiamo progettato insieme!"
"Ma i fiocchi nascita non dovrebbero essere coi tulle?"
"Ma che dici? Non ricordi quelli che ho fatto io per i miei figli? Io quelli li avevo ricamati a punto croce!"
"Mah! Queste cose moderne non mi convincono!"
"Scusa, ma come fai a dirlo se non l'hai neanche visto?"
"Lo immagino"
"Come incoraggi tu, Genitrice, nessuno!"

Dolcezze va avanti, conclude e, stranamente, è molto soddisfatta. 
"Ma è bellissimo, Dolcezze! Pare uscito da un negozio...(Dolcezze gongola) ora, però, bisogna vedere se gli piace (Dolcezze tracolla).

Secondo voi piacerà ai giovani genitori?


P.S.: Trova la differenza fra la foto 1 e la foto 2, (frutto di due diverse edizioni) ed esprimi il tuo parere. Quale ti piace di più?

P.S.2:*"Mettersi in rotoli scarsi" vuol dire porsi volontariamente in una condizione di difficoltà e/o pericolo

venerdì 6 luglio 2018

Dei libri dell anno 63: Gli aquiloni

La memoria può veramente portare alla morte o serve a rimanere vivi? La follia è una via di fuga o un modo per combattere? Si può resistere al nemico solo con le armi o anche con l'arte? L'amore può superare ogni cosa o vive solo di assenza?
A queste domande (e a molte altre) risponde Romain Gary in questo romanzo bellissimo, che è difficile anche definire: è un romanzo di formazione, un romanzo d'amore, un romanzo storico sulla Resistenza francese, ma è contemporaneamente una riflessione sull'uomo e la vita.



Il titolo prende il nome dagli aquiloni costruiti dal tutore del protagonista, Ambroise Fleury, un postino che è tornato pacifista dalle Grande Guerra e con le sue creazioni vuole riportare la bellezza e lanciare messaggi positivi. Tutti lo credono pazzo, anzi, credono pazza tutta la sua famiglia, caratterizzata da una memoria prodigiosa. Questa caratterizza anche Ludo, che vive con Ambroise dalla morte dei suoi genitori e che si sorprende sempre di fronte alla bellezza degli aquiloni che si innalzano nell'azzurro, perché sono nati per volare in alto ("Quando è a terra un aquilone ha bisogno di molta amicizia; a livello del suolo perde forma e vita, e si rattrista facilmente. Gli ci vuole altezza, spazio libero e molto cielo attorno per sbocciare in tutta la sua bellezza"). Il loro volo è reale e simbolico, perché porta in alto anche chi li conduce ("a volte mi sembrava che fosse l'aquilone a tenere Ambroise Fleury all'altro capo del filo")  e ricorda che occorre sognare, ma contemporaneamente essere consapevoli che quando i sogni toccano terra possono farsi male (e fare male).
La vita di Ludo, ancora bambino, cambia quando incontra per caso una fanciulla bionda, Lila, di cui si innamora follemente, al punto da aspettarne per anni il ritorno; questo amore condizionerà la sua esistenza quando la grande Storia li separerà. 
La guerra tirerà fuori il meglio e il peggio di tutti: Ludo, riformato perché "pazzo", collaborerà attivamente con la Resistenza, così come la signora Julie Espinoza, anziana ebrea tenutaria di un bordello, capace di trasformarsi per sopravvivere, ma fornita di un gran cuore, come la Madame Rosa de La vita davanti a sé. E poi c'è chi resiste a modo suo, come il famoso cuoco Marcellin Duprat, che difende le sue tre stelle Michelin continuando a cucinare anche sotto i bombardamenti che accompagnano lo sbarco in Normandia. Tutto ciò appare follia, ma in realtà è capacità di immaginare l'oltre ("non vale la pena di vivere nulla che non sia un'opera d'immaginazione, sennò il mare sarebbe soltanto acqua salata").
Non voglio aggiungere altro della trama, per non rovinare la lettura, ma non posso tralasciare un aspetto. Di fronte all'orrore perpetrato dai nazisti, Ludo dolorosamente nota:"I nazisti erano umani. E ciò che di umano c'era in loro era la loro disumanità...non erano dei mostri. Ed è proprio questo a essere mostruoso". E poi la riflessione amara (e quasi terenziana) : "Di bianco e nero ne abbiamo fin sopra i capelli. L'unica cosa umana è il grigio" , che ricorda che ogni giudizio, dinanzi alla storia, deve essere sospeso.
Comunque l'aspetto più importante del romanzo è la speranza, quella che non è concessa a chi è solo ("Per la speranza bisogna essere in due"), che nasce dalla follia ("per continuare a credere e sperare bisogna essere matti") e che deriva dall'amore ("ero di nuovo sicuro della nostra sopravvivenza e del nostro futuro, perché sapevo amare").

Lo consiglio caldamente e con questo libro ritorno, dopo tanto tempo, al Venerdì del libro.








martedì 3 luglio 2018

Di piatti estivi: torta di fagiolini (e di ricordi d'esame)

La Stella è sotto esami e, soprattutto, è sotto stress. L'equilibrio familiare è fortemente compromesso, anche perché, a differenza dell'Erede, la signorina deve condividere con l'universo mondo i suoi dubbi e i suoi drammi. Fortunatamente la presenza della Collega stempera le tensioni familiari: ogni giorno, da più di un mese, infatti, le due studentesse si vedono all'alba e studiano e ripetono fino al tramonto, adeguatamente rifocillate dalle rispettive genitrici che, a giorni alterni, si occupano dei loro pasti. 
Questo ha riportato alla memoria di Dolcezze un'aria d'altro luogo e d'altro mese e d'altra vita, altri esami e altre madri. 
Quando Dolcezze si preparava con la Compagnadiscuola per l'esame di maturità (e poi per quelli universitari) faceva esattamente la stessa cosa: ogni giorno le due stakanoviste affrontavano pagine e pagine di traduzioni e ripetevano ad oltranza, sospendendo solo per Capitol (a casa della Compagnadiscuola) o per Sentieri (da Dolcezze). Le due genitrici si ingegnavano a preparare i pranzetti più appetitosi, quasi gareggiassero tra loro, e il risultato fu che tutte le studentesse sotto esami dimagrivano...e le nostre due ingrassavano. 
Fra i piatti che Dolcezze ricorda con particolare trasporto (oltre al più spettacolare pollo fritto che la storia ricordi), c'era una torta di fagiolini, che oggi lei ha riproposto e che ora offre anche a voi, anche perché è possibile prepararla con anticipo, prima di andare al mare, ed è buona da mangiare fredda.


Intanto si devono bollire 500 gr di fagiolini (ovviamente spuntati e privati degli eventuali fili), poi si tagliano a pezzetti insieme a wurstel (una confezione piccola, da 4) e formaggio a pasta filata (una bella fetta, circa 200 gr), mescolando tutto insieme. 
Qui comincia il bello: bisogna ungere abbondantemente una padella antiaderente e cospargerla con una bella spolverata di pangrattato (per noi gluten free), poi versare sopra il composto, livellando bene. A questo punto mettere prima sul fornello a fuoco vivace, poi diminuire via via l'intensità, scuotendo bene. Cospargere la superficie di pangrattato, rigirare come per una frittata e ripetere l'operazione per 2/3 volte. 
Impiattare...e gustare!