domenica 29 aprile 2018

Delle Cronache di Villa Arzilla (prossima ventura)


LA SETTIMANA SCORSA

"AmicaDentista, quando ci dobbiamo vedere per l'intervento del Cucciolo?"
"Possiamo fare lunedì. Io sono lì dalle 8.30: non posso fissare un appuntamento perché sono piena, ma sono sicura che, essendo il ponte del Primo Maggio, qualcuno disdirà. Appena si crea un buco vi inserite voi."
"Ma allora non sarebbe meglio di pomeriggio?!
"No, non ricevo di pomeriggio: c'è la manifestazione e chiudono la strada".
"Ok, allora ci vediamo lunedì".

OGGI POMERIGGIO
"AmicaDentista, ho un problema. Ti chiamo per rimandare l'appuntamento. Vista la situazione di casa, non posso venire domani; se ne parla la settimana prossima"
"Domani? Appuntamento? Ma domani è ponte!"
"Sì, lo so..."
"Ma noi non possiamo vederci domani!"
"Appunto, ti ho chiamato per questo..."
"No, non possiamo vederci, perché io sono a Milano. Tra l'altro ho prenotato il volo da 2 mesi e sono qui da venerdì. Forse ti avevo dato appuntamento per un altro giorno"
"Ehmmmm...veramente avevamo proprio parlato del fatto che era il ponte del Primo Maggio e che mi sembrava strano, ma tu hai insistito..."
"O mamma! Ma dici sul serio? Qui i casi sono due: o sono rinco io o sei rinco tu!"
"...infatti..."
"Facciamo un accordo: la prossima volta che ti dico qualcosa che ti sembra strano, richiamami all'ordine...non vorrei essere io la rinco fra le due".

Villa Arzilla si prepara a nuovi inquilini, mi sa.

mercoledì 25 aprile 2018

Di maschi e femmine

Prima giornata di primavera con la famiglia Dolcezze per intero libera: se ne approfitta per andare a ripulire il Buen Retiro che, dopo lo scirocco delle ultime settimane sembrava essere scampato ad un tornado. Le pulizie sono impegnative e faticose, ma almeno per qualche ora si cambia aria (e questo è un bene). 
Dopo il pranzo, decisamente frugale, visto che la voglia di cucinare per adesso è latitante, il Cucciolo propone di scendere in spiaggia a fare due passi. Mentre si cercano conchiglie e legnetti da usare per i quadretti estivi, Dolcezze nota qualcosa di strano sulla spiaggia


e comincia a interrogarsi:
"Ma che roba è?"
L'Amato Bene: "Plastica, non vedi? Sono tutte le porcherie che gettano in mare"
"Ma non mi sembra...Guarda, sono trasparenti, è come se fossero fiori secchi. Non è che è qualche alga?"
"Mah...a me pare plastica."
Andando avanti, però, se ne trovano quantità ancora più abbondanti: un po' difficile che siano resti di buste di plastica. Dinanzi all'evidenza il razionale marito conclude che forse Dolcezze ha ragione e si tratta di qualche pianta non meglio identificata.
Mentre passeggiano superano una coppietta seduta sulla spiaggia a prendere il sole e quando tornano assistono a una scena siffatta:
La ragazza: "Ma che roba è?"
Il ragazzo: "Plastica, non vedi? Sono tutte le porcherie che gettano in mare"
"Ma non mi sembra...Guarda, sono trasparenti, è come se fossero fiori secchi. Non è che è qualche alga?"
"Mah...a me pare plastica."

La storia dimostra che le donne vedono fiori dove gli uomini vedono rifiuti (o anche che alla sfrenata fantasia delle donne è direttamente proporzionale la spoetizzante razionalità degli uomini).

E sì, Dolcezze è consapevole di stare celebrando uno stereotipo, ma ha riso troppo nel sentire ripetere da un altro uomo e ad un'altra donna le stesse identiche cose con le stesse identiche parole...e non può evitare di raccontarlo.

(P.S: se qualcuno dei visitatori conosce che cosa sono veramente quelle strane cose bianche...per favore , condivida il suo sapere, visto che la ricerca per immagini fatta su Google non ha sortito alcun risultato)



mercoledì 18 aprile 2018

Di Primavera

dal web


“Oggi leggeremo insieme una bellissima pagina dell’Eneide, quella in cui Didone, che si scopre innamorata di Enea, cerca consiglio nella sorella Anna. E’ un testo molto vero e molto attuale…chi fra voi non si rivolge ad un’amica quando è innamorato?”

Aspetto una risposta, un cenno di assenso…nulla. Alzo lo sguardo e mi accorgo che sono tutti lì, zitti e buoni. Mah…

“Didone vive un profondo dramma: ha giurato fedeltà sulla tomba di suo marito e ora si trova a palpitare per un altro uomo”

Nessun commento. Eppure Interventista ha sempre qualcosa da dire…

“In latino il verso è bellissimo: “adgnosco veteris vestigia flammae”: adgnosco non significa semplicemente conoscere, ma riconoscere…”

Vedo movimento, teste che si girano…

“…riconoscere quello che si è già sperimentato. Didone aveva già provato il fuoco della passione (notate la metafora flammae?) e ne individua i segni, le tracce…”

Parlottano e sembrano aguzzare le orecchie…

“Insomma! Ma si può sapere cosa avete stamattina? Il povero Virgilio ci presenta il dramma di Didone…credevo che vi avrebbe preso! Capirei tanta distrazione se parlassimo di altro, ma parliamo d’amore, accidenti!”

Mi guardano tutti contriti e in silenzio e nel silenzio…sento anch’io.
Fuori dalle finestre è tutto un trillo, un cinguettio, un gorgheggio, un chiurlo, un pigolio, un cinguettio, uno zirlìo, un tubare forte.
Il cielo è segnato dai voli e proprio nella grondaia sopra la finestra una coppia di uccellini ha fatto il nido e va avanti e indietro.

“Ci scusi, prof.ssa. E’ da stamattina che c’è tutta questa animazione…ed è bellissimo. “
“Avete ragione, scusatemi voi. Per adesso sono un po’ distratta.”

E’ la primavera, bellezza! La primavera! E tu non puoi farci niente! Niente!

domenica 15 aprile 2018

Di primi goduriosi: pasta col pesto di pomodori secchi

Un mesetto fa, se ricordate, in occasione dello Swap Pizzi e Sfizi organizzato dall'Isola Creativa, Dolcezze aveva inviato alla propria abbinata Annalisa, oltre a due handmade, anche dei pomodori secchi, riservandosi di fornirle quanto prima la ricetta di un ottimo primo in cui utilizzarli. Poi, però, col precipitare degli eventi, non se n'era fatto più niente. 
Oggi, quando ha preparato questo sughetto per il pranzo domenicale, Dolcezze ha pensato che forse era il caso di provvedere, anche per cercare di riprendere un minimo di normalità, nonostante la voglia zero e il desiderio di sparire. 

Ecco, quindi, la ricetta della 


PASTA COL PESTO DI POMODORI SECCHI
che è un must dell'Amica Lettrice, da cui l'ha appresa.

Ingredienti: ( per ogni porzione)
1 pomodoro secco  (le due metà)
1/2 spicchio d'aglio (si può anche diminuire questa quantità, ma l'aglio si deve sentire)
peperoncino piccante (a piacere)
olio extravergine d'oliva (due cucchiai colmi)

A queste quantità, da moltiplicare, ovviamente per il numero dei commensali, occorre aggiungere 1 o 2  pomodori secchi "per la pentola" *

Procedimento 
Lavare accuratamente con acqua bollente i pomodori secchi, per eliminare il sale ed eventuali impurità. 


Asciugarli con carta da cucina e tritarli finemente, insieme all'aglio e al peperoncino, usando un buon robot (se necessario aggiungere qui un po' dell'olio necessario).


Quando i pomodori saranno ridotti a crema, unire l'olio restante e amalgamare bene. Cuocere intanto degli spaghetti e aggiungere al pesto preparato un po' di acqua  di cottura, mescolando bene. Condire gli spaghetti e...goduria assoluta!


(noterete che questo condimento presenta numerosi vantaggi: può essere preparato prima, ma può anche essere approntato mentre si riscalda l'acqua e cuociono gli spaghetti: ottima ricetta salvapranzo e da spaghettata per gli amici che arrivano all'improvviso).
Bon appétit!


* la Nonna diceva così non so perché. Probabilmente è per recuperare quanto si perde nelle pentole

domenica 8 aprile 2018

Di desideri e di realtà



Vorresti stare chiusa al buio, filare il tuo dolore e avvolgertici dentro, come in un bozzolo.
Vorresti non vedere né sentire nessuno, ma guardare vecchie foto e piangere e ridere delle facce buffe.
Vorresti lasciare fuori tutti, non pensare al cibo e al vestito, al conto da chiudere, alla roba da riporre.
Vorresti concentrarti sul passato, le passeggiate in campagna, i racconti di mitologia e non ricordare le flebo, l’immobilità, il dolore.
Vorresti dimenticare i giorni di sofferenza, di incertezza, di paura e richiamare i sorrisi e le carezze, anche e soprattutto quelle date con lo sguardo.
Vorresti essere invisibile, per poter piangere liberamente senza turbare il Cucciolo.
Vorresti essere altrove ma, purtroppo o per fortuna, la vita ti chiama.

E tu devi rispondere.

mercoledì 4 aprile 2018

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella, mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
chè avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l’attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.
Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.
(C. Sbarbaro)

Ciao, Papà...