venerdì 30 marzo 2018

Di Venerdì Santo e di attesa della Pasqua

il bellissimo altare della reposizione di quest'anno


Signore Gesù Cristo, 
nell’oscurità della morte Tu hai fatto luce; 
nell’abisso della solitudine più profonda abita ormai per sempre 
la protezione potente del Tuo amore; 
in mezzo al Tuo nascondimento possiamo ormai cantare l’alleluia dei salvati. 
Concedici l’umile semplicità della fede, 
che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami nelle ore del buio, dell’abbandono, 
quando tutto sembra apparire problematico; 
concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te si combatte una lotta mortale, 
luce sufficiente per non perderti; 
luce sufficiente perché noi possiamo darne 
a quanti ne hanno ancora più bisogno. 
Fai brillare il mistero della Tua gioia pasquale, 
come aurora del mattino, nei nostri giorni; 
concedici di poter essere veramente uomini pasquali 
in mezzo al Sabato santo della storia. 
Concedici che attraverso i giorni luminosi e oscuri di questo tempo 
possiamo sempre con animo lieto 
trovarci in cammino verso la Tua gloria futura 
(Joseph Ratzinger – Benedetto XVI).



E in questi giorni che sono per la nostra famiglia particolarmente difficili, auguro a chi passa di qua (e pure a me) di conoscere e vivere la gioia del mattino di Pasqua.



sabato 24 marzo 2018

Di madri e di paure


foto dal web

Quando ti mettono tra le braccia un cucciolo urlante, che è uscito da te, ma che tu non conosci, hai paura. Non sai tenerlo in braccio, temi di fargli male mentre lo vesti, mentre gli cambi il pannolino, mentre lo addormenti. Se non piange, vai a controllarlo perché temi che non si svegli, se piange, corri a consolarlo. Spesso non dormi, non hai un minuto per te, hai paura di non farcela… ma ti rimbocchi le maniche, stringi i denti e vai.
Poi cresce.
E tu hai paura che cada, che sbatta la testa, che si metta in bocca qualcosa e possa strozzarsi. Ma lo controlli a vista, cerchi di eliminare tutti i pericoli, stai attenta ad ogni spigolo, ad ogni giochino…e vai avanti.
Poi lo porti alla scuola materna, e temi che si senta solo e abbandonato, che non si relazioni bene con gli altri bambini, che la maestra non lo consoli se piange. Ma sai che gli fa bene uscire dal nido e iniziare a conoscere il mondo e lo lasci lì, anche se strilla.
Cresce ancora e va a scuola. 
Hai paura che non leghi coi compagni, che venga preso in giro, che si trovi in difficoltà per qualcosa o per qualcuno, che frequenti cattive compagnie, che venga escluso dal gruppo, che non riesca bene negli studi…ma gli devi garantire la migliore formazione possibile e chiudi la porta in faccia ai tuoi timori. Gli stai ancora accanto, ma defilata, quasi invisibile, perché lui ha bisogno dei suoi spazi e ti urla in faccia che non ha bisogno di te, ma sia tu che lui sapete bene che non è vero.
Poi cresce ancora e ti dice che vuole andare via (per studiare, per inseguire i suoi sogni o un amore, non importa) e lì hai paura ancora di più: come farà senza di te? saprà gestirsi nella quotidianità, sarà in grado di cucinare, di badare alle sue cose, saprà capire che non sempre può arrivare là dove vuole? chi lo conforterà se ha paura, chi lo abbraccerà quando piange?
E ancora una volta stringerai i denti e andrai avanti. Lo spingerai a coltivare e realizzare i suoi sogni, lo incoraggerai nelle sue scelte, gli darai tutto il supporto necessario… perché sei una madre, e una madre questo fa: non trattiene dentro di sé, ma spinge il figlio perché esca fuori, perché affronti la luce e i rumori all’esterno del caldo e ovattato ventre che lo ha accolto, nutrito e formato per nove mesi.
Perché una madre sa che trattenere dentro è morte per sé e per il figlio e che la vita parte nel momento in cui c’è il primo respiro fuori da te, in cui il cordone ombelicale viene tagliato e da uno diventate veramente due.

E allora capisci che se tuo figlio vuole andare via è perché tu hai fatto veramente un buon lavoro.


E questo è per te, Amica Lettrice, che sei un’ ottima madre.

martedì 20 marzo 2018

Di cose che non vorresti mai sentire 2

dal web

PREMESSA:
Dolcezze si sforza di proporre alle truppe un'alimentazione sana e variata, alterna i cibi, usa molte verdure, cucina legumi almeno 3 volte la settimana, ha ridotto drasticamente la carne, non compra cibi pronti, si procura farine biologiche e integrali con cui fa il pane e i dolci in casa, cerca di conciliare i gusti di tutti CON GRANDE FATICA...ma ogni giorno la spunta (più o meno).

OGGI:
Giornata intera a scuola e al rientro Dolcezze è troppo stanca per cucinare. Passa dal supermercato, fa il pieno in salumeria, compra una busta di insalata pronta, le piadine e torna a casa. Mette in tavola con un notevole senso di colpa: non è certo una cena sana e salutare.
Tutti mangiano con molto gusto e alla fine il Cucciolo: "Grazie, mamma! Finalmente un' ottima cena!"

NO COMMENT

lunedì 12 marzo 2018

Di cose che non vorresti mai sentire




Lunedì: duro e difficile rientro. La prospettiva di 6 h di lezione ( intervallate da 1 e 1/2 di nulla) ucciderebbe Dolcezze anche se non fosse il primo giorno della settimana. 
Come programmato, dopo aver spiegato, si comincia a interrogare. L'occhio sarebbe sonnacchioso, il desiderio di ascoltare per l'ennesima volta le parole sul l'Illuminismo e Parini e la ripetizione su Barocco e Marino quasi inesistente, ma il senso del dovere costringe all' attenzione. 
C'è un momento in cui il pensiero di Dolcezze si sposta sul pranzo da preparare, quando la parte vigile e connessa del suo cervello la richiama brutalmente alla realtà: "...molto presenti in questo periodo testi relativi a stupri e topi"
Dolcezze salta sulla sedia e anche gli alunni si voltano tutti verso l'interrogata. 
"Topi? Che topi?" "Prof, c'è scritto sul libro, guardi...Molti sono i testi in cui si parla di stupri e ratti".  

Dolcezze stramazza sulla cattedra.

 

mercoledì 7 marzo 2018

Di tendine country...stagionate



Quando, ormai tre anni fa, la famigerata cucina di Dolcezze è stata consegnata, lei ha pensato bene di rinnovare le tendine. Quelle allora in uso risalivano proprio all’apertura di questo blog ed erano uno dei primi lavori presentati qui, ma lei le voleva nuove, in perfetto stile country, perché così lei le aveva immaginate quando aveva disegnato la cucina. Per questo immediatamente era andata a comprare la stoffa per le tende, per la mantovana , il copridivano… Subito aveva messo in esercizio mantovana e copridivano (in fondo ci volevano solo quattro cuciture), poi aveva tagliato le tendine, poi le aveva imbastite, poi aveva fatto il punto a giorno, poi aveva tagliato la tela Adige…e intanto gli anni passavano. 
Ora, complice il Sal dell’Isola Creativa (e il fatto che la cucina non è più nuova!) si è data una mossa: ha ricamato a broderie suisse il decoro lungamente meditato

e poi con la collaborazione della Genitrice (se no sarebbe passato un altro anno!) ha finalmente completato e appeso le sue tendine!


Ve le mostra con un certo orgoglio e con una grande soddisfazione: forse la stagionatura non fa bene soltanto a vino, salumi e formaggi!
Ora mancano solo due cuori ricamati da far scendere sulle due tendine centrali. Vedremo quanto tempo passerà prima di finirli.

domenica 4 marzo 2018

Del voto ( e Delle cronache di Villa Arzilla 27)



Domenica elettorale: Dolcezze si alza presto, come al solito, perché è di servizio nonnisitter e vuole andare a votare prima di trasferirsi a casa dei Genitori. L’Amato Bene decide di accompagnarla e alle 8.00 i due sono pronti. Prima di uscire Dolcezze fa la telefonata di controllo alla Genitrice:

Buongiorno! Com’è andata la notte? Come ti senti?”
“Al solito.”
“Io vado ora a votare, poi vengo subito da te”
“Io sono già pronta”
“Ehmmm…pronta per cosa?”
“Per andare a votare, ovvio!”
“A votare? Tu vuoi andare a votare? Ma se non puoi camminare! Non esci più da una vita! Non vai più neanche a Messa!”
“E che c’entra! Il Signore lo sa che non ce la faccio ad uscire! Pare* che si vota tutte le settimane!”
“Per carità, il tuo senso civico è ammirevole, ma ti ricordi che per arrivare alla macchina devi fare 77 scalini a scendere e altrettanti a salire, per non parlare di quelli da fare al seggio?”
“E che vuoi che io non vada? E se mancasse solo il mio voto ai miei per vincere? Mi dispiace per tuo padre, che proprio non può votare, ma anche lui non avrebbe mai rinunciato ad esprimersi. Finché posso ci vado”

E così Dolcezze e l’Amato Bene sono andati a prendere la Genitrice. Ci son voluti 20 minuti per fare i 77 gradini in discesa, 15 minuti per riuscire a salire in macchina, 15 minuti per scendere dalla macchina disdegnando l’aiuto dei poliziotti accorsi ad aiutarla, 15 minuti buoni per arrivare dal portone al seggio, salendo altri 10 gradini, 10 minuti per votare (“Non c’è bisogno che mi accompagni, faccio da sola”), 20 minuti per tornare alla macchina (ora era veramente stanca), 15 minuti per risalire a bordo e altrettanti per scendere, 25 minuti per rifare i 77 scalini, e poi finalmente è rientrata a casa dove non è più riuscita a fare neanche un passo.

“Portami una Tachipirina, per favore, se no non riuscirò più a muovermi…sono un po’ stanchina”
“Te l’avevo detto che non era il caso!”
“E no, cara! Come va va…ma il mio dovere io l’ho fatto: nessuno deve decidere per me”


* "pare che" è forma dialettale per "non è che"

venerdì 2 marzo 2018

Di prove superate (e di swap)


Ci sono delle cose verso le quali Dolcezze prova un’autentica avversione: una è il ferro da stiro (al punto che lei preferisce fare lavori ben più faticosi pur di lasciare alla signorachelaiuta questa fastidiosa incombenza) e l’altra è la macchina da cucire, questa sconosciuta. Fino a qualche tempo fa il completamento dei suoi lavori che ne richiedeva l’uso era appannaggio della Genitrice o della Zia1, ora, per ovvi motivi, la collaborazione è molto più limitata e quindi Dolcezze deve fare da sola.

In occasione dello Swap Pizzi e Sfizi organizzato dall’Isola Creativa, ha deciso di mettersi in gioco e per la sua abbinata, Annalisa, ha preferito impegnarsi in qualcosa di nuovo rispetto al suo tradizionale feltro. Ha quindi progettato, tagliato e cucito TUTTO DA SOLA un portasacchetti da cucina,


che ha ricamato con un cuore in broderie suisse.



E’ un lavoro piccolo per chi sa cucire, ma per lei è stato scalare una montagna, per questo si sente molto soddisfatta. Piccola curiosità: il pizzo arriva dalla trasferta parigina. Era lì che occhieggiava dal cesto in cerca di utilizzo, ora l’ha trovato.
Inoltre ha aggiunto una casetta fuoriporta di feltro,


del pizzo e per gli sfizi…degli ottimi pomodori seccati al sole del Buen Retiro nella scorsa estate.




E cos’ha ricevuto? Delle autentiche meraviglie, opera di Adriana: un fuoriporta (che Dolcezze non metterà mai fuori, memore di antiche sparizioni), un delizioso puntaspilli, una cerniera carinissima, dei finissimi pizzi…e dell’ottima cioccolata svizzera.



Ha detto cioccolata? E chi l’ha vista?!? Ne rimane esclusivamente traccia fotografica!