domenica 28 gennaio 2018

Di open day e biblioteche


 


PREMESSA
Fino all’anno scorso la biblioteca (ottima) della scuola di Dolcezze era corredata di una bibliotecaria, un po’ dormiente, in verità, ma presente tutti i giorni. L’attività della struttura era pressoché nulla, limitata al prestito libri e dizionari e poco più. Quest’anno la collega è andata in pensione e, ovviamente, non è stata sostituita.  Conseguentemente, la biblioteca è rimata quasi sempre chiusa, finché la Dirigente ha pensato di aprirla, utilizzando docenti in assegnazione, docenti in ora buca, docenti di potenziamento et similia.
Le colleghe con specifico incarico si sono adoperate per inventare nuove iniziative, sollecitare docenti e discenti, digitalizzare la biblioteca stessa, potenziare le attività di lettura, creare gruppi di studio…e chi più ne ha più ne metta. Anche Dolcezze è stata coinvolta con una sua classe ed è tutto un fervore di iniziative, ben illustrate e propagandate nella scuola.
OPEN DAY
Dolcezze viene precettata per il servizio durante l’open day per illustrare le iniziative in fieri ai nuovi accoliti: spiega, illustra, anticipa con grande entusiasmo, anche perché la biblioteca rappresenta o l’inizio o la fine della visita alla scuola. Dolcezze quindi sta in piedi per 4 ore (con i tacchi), intirizzita dal freddo, ma conscia dell’alto ruolo di informatrice che ha assunto, quando vede passare davanti alla porta uno studente-guida con un codazzo di ragazzini che, indicando, dice: “Questa è la biblioteca, dove potete venire quando dimenticate il dizionario”.
L’urlo di Dolcezze ancora riecheggia nel corridoio.
E’ proprio vero che gli adolescenti sono sordi.

domenica 21 gennaio 2018

Di esperimenti "lanosi": cardigan cocoon

Qualche mese fa Dani ha pubblicato sul suo blog un bellissimo cardigan, che mi ha colpito per la sua semplicità, ma anche perché mi è sembrato molto funzionale e comodo (anche per coprire strategicamente punti critici). Sono subito corsa a comprare la lana e, ovviamente, la Stella ha subito deciso che sarebbe stato suo. Poi c'è stato il crollo di Villa Arzilla e la lana è rimasta nel cesto. Quando finalmente l'ho ripresa, prima non avevo la testa giusta per cominciare, poi è subentrata la mia inesperienza e Penelope è ricomparsa. Stavolta, però, scucire non era facile per nulla: la lana, un bellissimo mohair, non ammetteva errori e, quindi, ne ho sprecata parecchia. Il primo tentativo è stato quello di riprodurre la tecnica di Dani, ma la granny, con una lana morbida, non veniva bene, poi ho provato con l'uncinetto tunisino, ma il risultato non mi convinceva; alla fine ho optato per un banalissimo quadrato (che poi, in realtà, è un rettangolo di cm 110 x 115) lavorato a maglia legaccio. Ho seguito le istruzioni per cucirlo e il risultato è stato ben superiore alle mie più rosee aspettative. Il bello è che sta benissimo sia alla Stella (che lo preferisce più lungo) che a me, che preferisco ampliare lo scollo (e quindi accorciarlo un po').


E' caldissimo, morbidissimo...e già mi sento orfana del mio sferruzzamento serale. Ora devo solo trovare il modo di riutilizzare tutti i campioni incominciati. Ho già qualche idea...vedremo.

mercoledì 17 gennaio 2018

Di feste di bambini (?)





Li vedo per la prima volta tutti insieme (io, mamma distratta, sempre di corsa e spesso delegante all'uscita e all'accompagnamento alle feste) e mi sorprendo. 
Mi sorprendo perché sono piccoli e si muovono  come i grandi. 
Mi sorprendo perché hanno la goffaggine degli adolescenti che ancora non sono e la grazia tenera e un po' arruffona dei bambini che non sono più.  Giocano a bowling come se da quella vittoria dipendesse la loro vita, ma poi si isolano, in tutto quel rumore, e li vedi con lo sguardo perso in un mondo tutto loro, al quale tu non hai accesso.  E poi parlano, e si sorprendono se tu intervieni nel loro discorso su Harry Potter,  perché cosa ne puoi sapere tu che sei vecchia.

Guardo le bambine e vedo che sono ancora bambine, nonostante alcune siano più alte di me, e sono ancora semplici, coi capelli arruffati e le scarpe da ginnastica, perché chi l'ha detto che bisogna andare alle feste in trine e merletti. Eppure riconosco già quella che sarà la seduttrice, quella che sarà la leader e quella che, invece, si nasconderà e tenterà di non farsi notare, la malinconica e la vezzosa...perché basta un gesto e una parola per presentarsi. 

I maschi sono più maldestri. Si toccano, si urtano, si spingono,  ma non c'è cattiveria né malizia in loro. Sono piccoli, alcuni piccolissimi, con le guanciotte tonde dell'infanzia e le pancette ancora prominenti, e mi vien voglia di spupazzarmeli tutti, uno per uno, perché so bene che questo momento sta per finire e fra troppo poco tempo avrò a che fare con orsi malmostosi.  Sì...perché ti sembrano tutti tuoi questi ragazzini e a tutti vorresti appianare il cammino, anche se sai che è impossibile.
Poi li vedo ballare,  e mi chiedo dove mai abbiano imparato a farlo e come conoscano tutti i testi delle canzoni ( che non è che siano tanto semplici da memorizzare,  prive come sono di ogni ordine metrico e di ritornello) e mi sorprendo che il mio Cucciolo, quello timido e goffo, nel gruppo sia così inserito e scatenato.

Questa festa è una sorpresa.  
È veramente un ponte: l'anno prossimo saranno tutti molto diversi, presi dalle trasformazioni del proprio corpo, irriconoscibili a loro stessi. Forse l'anno prossimo non mi saluteranno tutti con un bacio, forse le ragazzine arriveranno con il rimmel e il lucidalabbra colorato, forse non giocheranno così liberamente insieme,  ma comincerà la divisione maschi/femmine...

Coraggio. C'è da affrontare la terza adolescenza.

lunedì 15 gennaio 2018

Degli 11 anni





Perchè sei l'ultimo e, come diceva la Nonna, "l'ultimo inchi 'a pignata"*
perché sei sempre allegro, ma se vuoi qualcosa cominci a parlare e a pietire come un moribondo,
perché non stai mai zitto e hai sempre qualcosa da dire su tutto,
perché non tolleri le discussioni animate e inviti a fare pace,
perché stai con noi mentre i tuoi fratelli sono già altrove, 
perché mi costringi a ripassare con te la geometria,
perché hai una memoria di ferro e non mi consenti di sbagliare,
perché, visto che è un periodo un po' così, cerchi di tirarmi su coi tuoi "abbracciocchi terapeutici",
perché sei paziente con me e mangi tutto quello che ti preparo senza fare storie, 
perché trovi sempre una scusa buona per giustificare i tuoi errori,
perché, quando ti vengo a prendere a scuola prima non mi dai un bacio ("perché sono grande e mi prendono in giro") e poi mi prendi per mano, perché è il nostro gioco,
perché quando tu non ci sei la nostra casa è vuota, 
perché ieri ti hanno poggiato sul mio petto e ti ho visto per la prima volta e oggi, piccolo ometto, compi 11 anni...

Buon Compleanno!

* l'ultimo riempie la pentola, cioè completa.

martedì 9 gennaio 2018

Di candele e lumi (ché qui è sempre Natale!)

Come già detto, visto che il periodo è stato un po' così, Dolcezze non si è applicata molto alla preparazione di decorazioni natalizie quest'anno, ma poi, sul filo di lana, qualcosina l'ha fatta...e ve la fa vedere!

Già avete intravisto qua i cuori di feltro,ma ora vi mostra i lumetti creati quest'anno , riciclando i vasetti di yogurt  


Come vedete ci vuol molto poco a farli: un po' di pizzo, cannella, anice stellato, decorazioni di legno  e cordini vari. Ottimi come piccolo cadeau

o come segnaposto, scrivendo nell'etichetta il nome del convitato.

Come evoluzione di questo lumetto è nato questo centrotavola




A dire il vero poi l'ha modificato, ponendo tutta la composizione su un'alzatina di vetro.



 Ultima "creazione", una candela


Anche questa parte da un riciclo, stavolta di un vasetto di tonno, con decorazioni di feltro e un piccolo pizzo.

Tutti questi lavori nascono dall'iniziativa dell'Isola Creativa, Natale in costruzione 2017 che quest'anno Dolcezze ha in parte disatteso, visto tutto lo scompiglio della sua vita. Manca, infatti, l'ultima decorazione, il fuoriporta, che, comunque, è in progress. Non sappiamo quando la finirà.

Bene, archiviate le feste, si riprende la vita, con la corsa alla fine del quadrimestre.
Buon anno creativo a Dolcezze e a voi che passate di qua.

venerdì 5 gennaio 2018

Del sacco dell'armadio

dal web

C'è un tempo in cui tu, donna, possiedi un armadio capiente e ordinato, una scarpiera, in genere piuttosto ben fornita, taaaante borse.  Questo luogo felice si mantiene inalterato fino alla vecchiezza se tu hai figli e nipoti maschi (oppure, ovviamente, se non hai figli e nipoti),  ma svanisce, evapora, si dissolve qualora tu abbia una figlia femmina.  Non bisogna aspettare l'adolescenza: la figlia vanitosa si manifesta già nei primi anni quando, con la sua camminata ancora insicura e traballante, recupera le tue bellissima scarpe col tacco, la tua stola di seta e improvvisa un défilé. Che poi la tua stola abbia qualche filo tirato e il tacco non sia più perfettamente dritto è un ovvio danno collaterale.  Accadrà lo stesso con la tua collana di perle, col bracciale della nonna e coi tuoi fermagli: per quanto tu riponga, nasconda, occulti, il suo occhietto e la sua manina arriveranno ovunque.  

Quando la tua figlioletta sarà diventata più grande, per te sarà finita, soprattutto se avrai la sventura di avere parti del corpo "compatibili". In quel caso la tua scarpiera e il tuo armadio diverranno, tuo malgrado, terreno di caccia grossa. A nulla varranno i tuoi dinieghi, le tue proibizioni, le tue proteste...lei approfitterà della tua assenza, della tua distrazione, del tuo riposo per impadronirsi della TUA roba. Così il tuo prezioso cardigan delle grandi occasioni conoscerà il gesso dell'interrogazione di matematica e la tua vezzosa maglietta parteciperà a qualche festa. Il tutto ovviamente, perché "lei non ha nulla da mettersi" e poi è assolutamente necessario che non indossi due volte la stessa cosa. "Sono le stesse persone, non posso certo mettere lo stesso abito!" 
L'autentica tragedia accadrà qualora tua figlia abbia il tuo stesso numero di scarpe, accompagnato, com'è ovvio, da un piede più delicato e flessuoso. Per quanto tu le proibisca di provarle, lei lo farà e tu dolorosamente comprenderai che stanno meglio a lei che a te e non avrai più il coraggio di metterle.  E poi sarà lo stesso per la maglietta, il cappottino, il poncho...e tu guarderai tristemente il tuo armadio saccheggiato

Allora  avrai un dejà vu: tu che "prendi in prestito" le scarpe di camoscio grigie e tortora di Genitrice e le inzaccheri nella pozzanghera, tu che di nascosto vai alla festa con la sua camicia di seta...tu che prendi la sua collana e la perdi...e capisci che la Nemesi ti sta colpendo e non puoi farci niente.  

Ma mentre dolorosamente mediti sulla vita e suoi corsi e ricorsi, pensi che forse anche lei, tua figlia, avrà una figlia femmina...e allora sogghigni…eccome se sogghigni…