mercoledì 10 febbraio 2016

Dei piatti della tradizione di casa Dolcezze: Sugo di Carnevale



Come già detto innumerevoli volte, a Dolcezze piace rispettare le tradizioni familiari, anche quelle alimentari. La Nonna devota a riguardo era una fucina di ricordi e ogni festa religiosa o civile aveva il suo menu prefissato. Dei pidoni della Vigilia di Natale ho già parlato, oggi vi tocca il famigerato sugo di Carnevale. Anche questa è una tradizione comune (almeno della città) e in questi giorni il palazzo era tutto un ribollir di pentole e un olezzar di sughi.

Ma perché quello della Nonna devota è famigerato? Perché è buonissimo, ma ogni anno miete vittime. Di che si tratta? E’ fatto con carne di manzo e di maiale a tocchetti e salsiccia (e fin qui tutto regolare), ma arricchito da spezie che rendono la digestione un po’ complessa. 
Vediamo come si fa.
Intanto si prepara un soffritto di cipolla, carota, sedano, rosmarino, salvia, basilico (insomma, tutti gli aromi che avete in casa), si annaffia con mezzo bicchiere di buon vino da fare evaporare, si aggiunge il pomodoro passato e si fa cuocere a fuoco lento.
Si passa quindi alla rosolatura delle carni insieme a moooolto aglio (qui la Nonna devota abbondava: ne metteva un’intera testa, ben pulita e lavata), si sfuma con un altro mezzo bicchiere di vino e si passa tutto nella pentola del sugo aggiungendo qualche pezzo di stecca di cannella, 5/6 chiodi di garofano, 2/3 foglie di alloro e si fa cuocere a fuoco lento (per portare a cottura le carni e far restringere la venefica mistura) aggiustando di sale e di pepe. 


Il prodotto finito è OTTIMO, ma, com’è ovvio, è un macigno che impegna molto i succhi gastrici e biliari. Perfetto per condire la pasta (maccheroni fatti in casa o paccheri), ottime le carni che si sciolgono in bocca.

A conclusione del pasto si consiglia un buon bicchierino di Laurino o, alla peggio, una bustina di Biochetasi. L’Amato Bene si contorce da due giorni, Dolcezze sta benissimo (ma si deve riconoscere che è stata abituata a questo sugo dalla più tenera età e, quindi, deve aver sviluppato qualche succo gastrico compensativo). 


Dolcezze vi ha avvisato e ricorda che declina ogni responsabilità per eventuali “danni collaterali”.

4 commenti:

  1. ho fatto anche io il "sugo" senza spezie ma con "l'astrattu" (traduzione per la terraferma: concentrato di pomodoro fatto in casa ndr) e pezzetti di cotenna.... .. anche x me è stato un tantinello..."elaborato" digerirlo..!!! ;P
    ma quanto è buono!! e... semel in anno licet insanire... :D
    ciaooo
    A, Ct

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  2. Io ricordo il sugo di mia nonna che,man mano che cuoceva assumeva sempre più un colore bordò scuro.La cottura era raggiunta quando l'olio galleggiava abbondantemente.
    Io lo mangiavo senza problemi.
    Oggi il mio sugo molto meno elaborato e decisamente più chiaro,mi dà qualche problema.
    Non sono più abituata alla cucina di una volta,buonissima ma ormai improponibile.

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    1. Il bello è che i "vecchi" friggevano anche l'aria e digerivano anche le pietre. Mah, la razza si sta deteriorando...

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