lunedì 30 marzo 2015

Di ghirlande pasquali

Pasqua si avvicina e fervono i lavori, anche se il tempo è sempre meno...
Dopo le ghirlande stagionali e quelle di riciclo, in questi giorni è nata una ghirlanda pasquale...


 ...coniglio e carota di pannolenci e uovo di polistirolo rivestito a patchwork senz'ago (mania del momento)

Ma è anche una ghirlanda riciclosa...Chi indovina da cosa è rivestita la ghirlanda?

domenica 29 marzo 2015

Di cita-un-libro #ioleggoperché- 7

Impegnativo il tema proposto oggi da Murasaki (vincitrice settimanale del giochino della povna), impegnativo e bellissimo, e non potevo saltare anche stavolta, nonostante la giornata impegnativa e la difficile ripresa dal pranzo a casa della cognata.
Murasaki ha scelto come tema la Morte che, a suo dire, si intona bene alla settimana che comincia oggi. Su questo punto, veramente, non sono d'accordo, perché per me questa settimana è proiettata verso la Vita, più che verso la Morte ma, siccome sono un'alunna diligente, svolgo il compito che mi è stato assegnato. 

L'argomento si presta e io sono stata molto in dubbio...alla fine ho deciso per una citazione da uno dei "miei" libri:


ma non posso non proporvi anche l'altra che avevo postato, perché mi sono care entrambe


Ho  sempre pensato che l'immagine del Principe, che trova la signora bramata da sempre più bella di come l'avesse mai immaginata, e del tenente Drogo, che si assesta il colletto dell'uniforme per riceverla, siano fra le descrizioni dell'incontro con la morte più belle che siano mai state scritte.

(il tutto nell'ambito di #ioleggoperché)

mercoledì 25 marzo 2015

Dei dolci di Casa Dolcezze: Gelo di arance (e del compleanno)

Dolcezze ha compiuto gli anni ed è stata sommersa di fiori  che l'hanno sorpresa e rallegrata, anche perché non se li aspettava dalla Quinta (che per buon peso ha pure aggiunto le sfogliatelle) e dalla Terza (che pensava non conoscesse la data). Ha poi goduto dei tulipani dei Genitori, del regalo dell'Amato Bene (con 3 giorni di anticipo) e di quello della Tribù...ma il dono più bello l'ha ricevuto dalla Capa che le ha piazzato proprio in quel giorno i colloqui coi genitori. Grazie a questo ultimo regalo, Dolcezze ha trascorso l'intero pomeriggio a ricevere madri e padri, che, tutti, le hanno tributato i loro auguri. 
A fine serata Dolcezze si sentiva il Presidente della Repubblica e aspettava da un momento all'altro la telefonata del Papa, che, però, stranamente non è arrivata (forse ha trovato la linea occupata).
Quando è rientrata, disfatta, a casa (perché ormai ha un'età e 10 ore a scuola non sono bruscolini) ha avuto l'ennesima sorpresa: la Stella , in sua assenza, aveva preparato una bellissima e buonissima torta. Che volere di più?

Il giorno dopo si è svolto il festeggiamento "ufficiale", di cui vi risparmia la cronaca, ma dal quale trae il suo dono per voi: la ricetta di uno dei dolci che ha preparato,  che ha avuto un enorme successo e che ha a malapena assaggiato. Anche questa è una ricetta di casa Dolcezze, che ha la caratteristica di essere molto buona e che, contemporaneamente, è molto semplice da preparare, oltre che di grande effetto, il


Gelo di arance
Ingredienti:
1 litro di succo di arancia  (ancora meglio di mandarino)
gr. 200 di zucchero
gr 25 di gelatina

Filtrare il succo d'arancia e metterne metà sul fuoco con lo zucchero, mescolando bene, senza portare ad ebollizione. Ammollare in acqua fredda la gelatina e, dopo aver tolto la pentola dal fuoco, aggiungere al succo le strisce di gelatina, ben strizzate e una alla volta. Aggiungere a questo punto il resto del succo, continuando a mescolare. 
Versare o in uno stampo unico a ciambella o in stampini individuali e porre in frigo per almeno 5/6 ore. 
Capovolgere...e gustare!

domenica 22 marzo 2015

Delle cronache di Villa Arzilla 4




“Allora, Dolcezze, ricapitoliamo: femore?”

“Ce l’ho. Anzi ce l’ho pure ripetuto.”

“Anca?”

“Ce l’ho”

“Malleolo?”

“Ce l’ho.”

“Clavicola?”

“Ce l’ho.”

“Tallone?”

“Pure.”

“Costole?”

“Addirittura quattro.”

“Vertebre?”

“Due o tre”

“Polso?

“Sì, sì.”

“Omero?”

“No, questo mi manca.”



Stamattina, all’alba, Dolcezze è stata svegliata da un’inquietante telefonata:

“Dolcezze, scusa per l’ora, ma ti volevo dire che Zianumero2 ieri pomeriggio è caduta e si è fratturata la spalla e la testa del femore”

“O mamma! E adesso dov’è? In ospedale?”

“No, no…a casa. La dobbiamo portare in ospedale lunedì”

Dolcezze, più veloce della luce, insacca un pigiama, un cambio, lo spazzolino e i compiti della Quinta (ché non sia mai che resti inattiva!) e parte con l’Amato Bene.

Nei 160 chilometri tra casa e il paesello avito Dolcezze pianifica il momentaneo trasferimento forzato di Villa Arzilla 2 presso Villa Arzilla 1, contatta il portiere per l’appartamento ammobiliato del suo palazzo, chiama lasignorachelaiuta perché cominci ad attivarsi per l’assistenza e arriva a destinazione con l’ansia a mille e un terribile mal di testa, chiedendosi come sia  possibile che al paesello rimandino a casa uno col femore rotto.

Suona alla porta, immaginando già uno scenario apocalittico e le apre Zianumero2 col braccio al collo. 


“Ma che ci fai in piedi? Non ti eri rotta il femore?”

“Femore? Ma che ne so! Femore, omero…la spalla, insomma…”



Considerata la giornata, Dolcezze non è riuscita a pensare a niente per cita-un-libro#ioleggoperché (l'iniziativa della povna, nell'ambito di #ioleggoperché), perché, in tanto bailamme, l’unica storia che le veniva in mente era la propria…




mercoledì 18 marzo 2015

Di decorazioni pasquali: uova in patchwork senz'ago

Bene...il tempo da dedicare alla creatività è poco, ma il calendario non aspetta che si finisca la correzione di compiti, quaderni e terze prove e fra pochissimo sarà di nuovo Pasqua. 

Già da anni è disegnata una tovaglietta con decorazioni pasquali...ma fra i lavori per la cucina e tutto il resto neanche è uscita dal cesto. 
Non sia mai, però, che Dolcezze non inventi qualcosa di nuovo...ed ecco l'idea. 



Lo spunto viene da qui, poi è bastato trovare delle uova di polistirolo


...e il gioco è fatto.



Per ora sono appesi ad un aggeggino/espositore preso all'Ikea coi saldi post-natalizi per pochi euro, ma non appena appronterò il ramo pasquale, troveranno lì migliore collocazione.

Ovviamente sono realizzati con stoffe di recupero: a parte le "solite" camicie dell'Amato Bene, a casa della Genitrice ho recuperato scampoli di vestiti miei e della Stella e mi sono scatenata. 

L'aspetto positivo è che è un lavoro semplice, veloce e d'effetto (come le decorazioni preparate l'anno scorso). Per la serie "massimo risultato col minimo sforzo"...si vede che sto prendendo lezioni di sopravvivenza dai miei alunni...

Fanno già festa, non vi pare?

domenica 15 marzo 2015

Di cita-un-libro #ioleggoperché- 5

Faccio, innanzi tutto, una premessa:quando stamattina, (di volata, come tutte le domeniche), ho dato un'occhiata col cellulare per scoprire chi era il vincitore della settimana del giochino della povna e ho letto l'argomento proposto dalla vincitrice, e cioè l'etica e la morale, le citazioni da proporre mi sono balenate immediatamente alla mente, anche perché ben mangiate, triturate e digerite ( almeno a livello teorico, perché poi, nell'attuazione, l'impresa è più ardua). 
Al pensiero, però, non è subentrata immediatamente l'azione, perché la mia domenica è piena di impegni, e quindi, appena ho avuto modo di fermarmi un attimo e guardare le citazioni del gruppo, ho scoperto che Pensierini e Wild Horse mi avevano preceduto. 
E ora che fare? 
Potevo continuare col Vangelo, che contiene la summa dell'etica e della morale, ma non volevo apparire ripetitiva...e  siccome tutto quello che si poteva dire sull'argomento è già stato scritto dagli uomini antichi, allora mi sono rifugiata nel buon vecchio Cicerone.


La citazione in sé riguarda l'uomo di stato ma, mutatis mutandis, riguarda ognuno di noi, cittadini chiamati ad essere, ognuno nel proprio ruolo, immagine di quei valori che dovrebbero essere di tutti e che, opportunamente incarnati nelle vite di tutti, uniti a quelli evangelici, già citati , avrebbero la forza di cambiare il mondo. 
(il tutto nell'ambito di #ioleggoperché)

"Persona" è il termine latino, maschera.

venerdì 13 marzo 2015

Dei libri dell'anno 33: Là dove fioriscono le magnolie




Una quattordicenne, Becca, all'improvviso vede stravolta tutta la sua esistenza: la madre e il patrigno muoiono in un incidente stradale e lei è costretta, suo malgrado, a trasferirsi in California col padre, che l'ha abbandonata da piccola. Unico conforto i diari della madre che ha portato con sé e attraverso i quali sia lei che noi scopriamo il carattere di questa donna, tanto vivace e, contemporaneamente tanto fragile.
Nel lungo viaggio per arrivare a destinazione, fra padre e figlia c'è tanto imbarazzo e, da parte di Becca, tanto dolore inespresso, soprattutto quando lei scopre di avere un fratello, di cui non ha mai nemmeno sospettato l'esistenza. L'incontro con Ben è una delle pagine più belle, perché l'autrice ci fa vivere la scena attraverso la sguardo della ragazza che scopre che il fratello non è  "normale", ma è down. In realtà ben presto il confine fra la normalità e l'anormalità svanisce, perché Ben conquista lei (e noi) con la sua straripante vitalità.

Non è certamente un romanzo statico; nel corso della narrazione la prospettiva cambia: il padre nemico si rivela un uomo grande e generoso e la madre tanto amata rivela tante fragilità. 
L'aspetto particolare è che, anche quando si scoprono verità difficili, non vengono mai espressi giudizi e anche noi lettori accompagniamo Becca nel suo "mettere radici nuove" senza condannare, contestare o giudicare nessuno.
Delicata è la presentazione della realtà della "diversità", anche se , forse, da chi la vive da vicino (la scrittrice è madre di una bimba down) ci si poteva aspettare qualcosa di più.
Dal punto di vista narrativo, apprezzabile l'alternanza fra la voce narrante di Becca e le pagine del diario della madre, da cui scopriamo tutta la verità del suo passato. 
Anche se in certe parti lo sviluppo è un po' debole (con tutta la buona volontà ci risulta difficile comprendere come una madre possa "per amore" abbandonare un figlio e un padre "per amore" accettare di non rivedere più una figlia), è una lettura piacevole, che propongo oggi per il venerdì del libro.

mercoledì 11 marzo 2015

Delle cronache di Villa Arzilla 3

 
dal web

Dolcezze al telefono:

"Pronto, zia?"
"Sei Lucia?"

"No, zia, sono Dolcezze, come state?"
"Vieni in estate? Miii, tutto questo tempo!"

"NO, COME STATE?"
"Ah, come stiamo? Come i vecchi, come vuoi che stiamo?"

"Ma il dottore l'avete chiamato?"
"Cosa hai lavato?"

"NO, DICEVO...IL DOTTORE L'AVETE CHIAMATO?"
"E che lo chiamo a fare? Che fa, Ci toglie gli anni? Ormai vecchi siamo, che vuoi? Solo a peggiorare possiamo andare!"

"Ma lo dovete chiamare! almeno vi controlla le spalle, non si sa mai!"
"Che fai?"

"Dicevo che vi dovete fare visitare."
"Cosa devi fare? "

"DICEVO CHE IL MEDICO VI DEVE VISITARE!"

"E non gridare, che ti sento, ti sento..."
 

(qui e qui le puntate precedenti )

domenica 8 marzo 2015

Di cita-un-libro #ioleggoperché- 4

Partecipo tardi, come al solito a cita-un-libro #ioleggoperché (l'iniziativa della  povna, nell'ambito di #ioleggoperché) con una citazione che nasce da una riflessione di questi giorni e che mi posso permettere, visto che la padrona di casa di questa settimana ha lasciato libertà di scelta dell'argomento ai partecipanti al gioco.

Perché questa scelta:

-perché Piccole donne, come ho già raccontato qui, è il libro della mia infanzia, letto fino a consumarne le pagine e, soprattutto, la copertina che raffigurava le quattro sorelle March impettite come per un ritratto;
-perché mi ricorda il morbillo e mamma che, per consolarmi, esce e mi compra un libro;
-perché è il mio primo incipit, anche se non viene dal primo libro che ho letto;
-perché quella parola difficile e sconosciuta (strenne) mi ha spinto a prendere il dizionario, dando inizio a quella che sarebbe negli anni diventata una costante abitudine;
-perché da ognuna delle sorelle March ho preso un aspetto che poi avrebbe costruito la Dolcezze che sono diventata;
-perché ogni volta che guardo al passato rivedo la bambina febbricitante e tutta rossa che dimentica di star male perché è persa in un mondo lontano;
-perché penso che la lettrice che sono è nata lì.

 

E in questa giornata dedicata a tutte le donne il mio pensiero va 
alla piccola donna del piano di sopra che con la vezzosità che le è propria fa girare attorno a sé il mondo (e il Cucciolo), 
alla Stella, che sta fiorendo in tutta la sua bellezza 
e a tutte le altre fanciulle in fiore che dovranno essere grandi e forti per vivere in un mondo che, nonostante i proclami, continua a non rispettare e onorare le differenze di genere e, soprattutto, continua a temere le donne intelligenti.

venerdì 6 marzo 2015

Della cucina: parte quinta (spannung)

Se ricordate, nella dolorosa historia della ristrutturazione della cucina, qui Dolcezze aveva parlato di Spannung, convinta com'era che il momento di massima tensione (narrativa e no) coincidesse col caos dominante in casa in attesa della consegna dei mobili.
ERRORE!
IL BELLO (!) DOVEVA ANCORA VENIRE!!!

Il lunedì il falegname completa e monta tutto: ora manca il top e il collegamento degli elettrodomestici  e del lavello.

"Signora, per prendere le misure del top verranno venerdì"
"COME VENERDI'?!?" Non si può anticipare?"
"Non glielo garantisco, ma vediamo che si può fare"

"Signora, riesco a conciliare. Verranno domani "(martedì).

"Allora quando me lo consegnate? Devo saperlo prima, perché devo contattare l'idraulico"
"Signora, venerdì"

Il giovedì sera :
"Signora, abbiamo avuto un imprevisto: verremo martedì"
"COSA?!?" (giusto per capirci...Dolcezze aveva programmato il pranzo domenicale , à la carte...)

Dolcezze, furiosa, impreca contro l'Amato Bene, ritenuto ormai responsabile di tutti i mali dell'umanità (comprese le inondazioni e l'epidemia di Ebola), tormenta l'Amica Lettrice (che merita una medaglia per aver sopportato insieme con voi tutti questi deliri  sulla cucina)...e poi si rassegna e aspetta.

Martedì arrivano due omini col top.
Lato positivo: è bellissimo, sta benissimo con le mattonelle e i mobili.
Dolcezze vede,  finalmente la fine del tunnel...
ed ecco la Spannung:

IL FORO PER IL PIANO COTTURA E' DECENTRATO!!!

Dolcezze, a questo punto si trasforma. 
Solo ai suoi alunni era capitato di assistere a quest'evento: i suoi capelli diventano serpenti e il suo sguardo impietrisce i due malcapitati.
Senza proferire verbo, i due  riprendono il top e vanno via, non prima di sentire dalla Gorgone che o le riportano il top entro due giorni o lei rescinderà il contratto, anche a costo di rimanere per un altro mese senza cucina (e, soprattutto senza lavello).

Il titolare, che le telefona per rassicurarla, ha l'ardire di dirle "Abbiamo sbagliato: a lei non capita mai?" Santa Dolcezze si limita a replicare che 4 centimetri per chi lavora col metro non sono bruscolini e che, comunque, le misure erano state prese anche con uno strano ordigno (del costo, a detta loro, di 10000 euro) che le avevano garantito misurare perfettamente tutto (e avevano pure fotografato ogni cosa). 
Per la serie: si stava meglio quando le misure si prendevano col metro e la matita e le sagome si facevano con le tavolette di legno.

Due giorni dopo arriva il titolare di pirsona pirsonalmente a montare il top. Domani dovrebbero finire. Dovrebbero, appunto.

Dolcezze vede la luce in fondo al tunnel. 
Speriamo non sia il treno.

martedì 3 marzo 2015

Di casette augurali in pannolenci

E dai! Non solo cucina, non solo scuola, non solo libri, ma anche attacchi di creatività...random!

Il tutto parte da un invito improvviso: un'amica che ha cambiato casa. Cosa portare? E' troppo tardi per trovare un fioraio...allora ecco l'idea: casetta augurale con campanellini. 

Ecco il passo passo

parto da un disegno, molto basico...

poi ricalco i singoli elementi su un cartoncino di recupero...


quindi taglio nel pannolenci le singole parti...

e ricompongo la figura...


mettendo fra le due parti un foglio di imbottitura, evidenziando a punto filza i particolari, non prima di aver inserito fra le due parti due nastrini con i campanellini e aver aggiunto un bottone farfalloso.

Purtroppo la foto, frettolosa perché dovevo scappare, non rende bene i particolari, come il tetto imbottito a parte. 
Prima o poi dovrò imparare a fare fotografie, mi sa...


 Con questo post partecipo al Linky Party by Topogina” 

domenica 1 marzo 2015

Di cita-un-libro #ioleggoperché – 3


Pensavo di non farcela a partecipare a cita-un-libro #ioleggoperché (l'iniziativa della  povna,nell'ambito di #ioleggoperché) visto che il sabato e la domenica il tempo qui corre più veloce del solito. Poi ho scelto la citazione, che già avevo postato e, grazie alla mia notoria abilità informatica...NON SONO RIUSCITA A COPIARLA QUI. 
Al decimo tentativo ho mollato e ho fatto la prova con una nuova citazione, tratta non dai libri della vita, ma da un romanzo che sto leggendo per ora. Non alta letteratura, ma piacevole compagnia. Del libro parlerò certamente in uno dei prossimi venerdì del libro, intanto vi lascio questo spunto di riflessione, che mi ha accompagnato in questi giorni.

Quanto spesso succede anche a noi di non vedere il giardino e di concentrarci solo sull'ovvio?