venerdì 31 gennaio 2014

Dei libri dell'anno (1): Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Nuova etichetta: I libri dell'anno.
Quest'anno cominciamo con una favola per lettori da 0 (supponendo che ci siano la mamma o il papà a leggere per loro) a 99 anni.  Con questo libro io e il mio Cucciolo abbiamo trascorso l'ora di attesa dal pediatra, leggendo una pagina per uno. Esperienza da ripetere assolutamente!
Il libro in questione è 


Per chi ha letto "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" è il ripetersi di un'esperienza bellissima. 
Dietro le parvenze di una favola che coinvolge prima un duo (Max e Mix,un bambino poi uomo e il suo gatto) e poi un trio (con l'aggiunta del topo Mex) si nascondono una pluralità di significati, nemmeno tanto nascosti. 
Innanzi tutto è la storia di una bella amicizia, in cui l'uomo e l'animale hanno un rapporto paritario e in cui si divide tutto perché "i veri amici condividono i sogni e le speranze, si prendono sempre cura uno dell'altro e si aiutano a superare qualunque difficoltà". 
Il gatto che, divenuto cieco, torna a vedere con gli occhi di quello che, per legge di natura,dovrebbe essere il suo nemico ci insegna che la vera amicizia supera le paure e le diffidenze.
Il gatto cieco che, guidato dal topo, riprende a saltare da un tetto all'altro col suo piccolo amico in groppa ci ricorda che anche chi è debole e vecchio può essere ancora utile per "far volare" chi è più piccolo. 
Il giovane che "accoglie" il nuovo ospite perché vede che è amico di Mix ci ricorda la necessità dell'apertura verso il diverso da noi.
Il topo che si preoccupa di consentire al suo amico di risentire il soffio del vento o di camminare sui tetti ci fa pensare che dobbiamo guardare oltre il nostro piccolo interesse particolare e preoccuparci dei bisogni dell'altro....
Veramente tanto per un libriccino di 70 pagine!
Buona lettura!


Con questo post partecipo al venerdì del libro di homemademamma

mercoledì 29 gennaio 2014

Delle dolcezze di mamma

Quando nasce un bambino nasce anche una mamma e il tempo dell'attesa è un momento bellissimo, di sogni, speranze, fantasticherie, progetti...e tanta dolcezza.
Per ognuno dei miei figli ho voluto preparare personalmente parte del corredino e ora voglio mostrarvi alcuni lavori che risalgono  a quel periodo. Rivederli è sempre per me un momento di grande commozione, anche perché paragonare quelle cosine piccine al gigante con la barbetta o alla signorina col rimmel...ti spiazza un po'e ti dà il senso del tempo che passa...
 

per la Stella...

per l'Erede...



per il Cucciolo...


Non emanano dolcezza?

lunedì 27 gennaio 2014

Dell'incoerenza

In queste ultime settimane imperversa tra gli adolescenti un nuovo gioco, Quiz duello. 


Non chiedetemi nel dettaglio come funzioni, perché (manco a dirlo!) non l'ho capito bene. So che è una specie di gara fra due che si sfidano, audite! audite!, su argomenti vari, che spaziano dalla letteratura, allo sport, ai fumetti. 
Come faccio a saperlo? 
Un'alunna , qualche mattina fa, mi rivolge una domanda di storia molto precisa. Io rispondo, ma rimango perplessa  sul motivo della sua curiosità.
Torno a casa e l'Erede mi pone strani quesiti di letteratura, seguito a ruota dalla Stella che impreca: "Baro! Così non vale!"
Dopo puntuale e preciso interrogatorio (ho la vocazione del poliziotto io!), vengo a conoscenza dell'arcano...Giocano tutti, proprio tutti e le domande sono le più varie...e anche complesse...
Divento, mio malgrado, l'informatrice ufficiale dell'Erede che, grazie a questo supporto esterno, spesso sbaraglia i suoi avversari.
Bene...e che ci importa penseranno i miei 3 lettori?
Ci importa, ci importa, perché, come dicevo, le domande sono precise, complesse, inconsuete. 
Non credo sia alla portata dello studente medio conoscere la data della battaglia di Adrianopoli o che cosa di importante è successo il 16 marzo del 1978 in Italia (io lo ricordo benissimo, purtroppo, ma io c'ero, bambina, ma c'ero,e ricordo il caos e il dolore di quella giornata! Saprei persino dire cos'hanno dato la sera in televisione!). Eppure è questo il tono delle domande. Ad alcuni specifici quesiti di letteratura non sono  riuscita a rispondere nemmeno io che pure non sono troppo digiuna.
E che ci importa?
Beh, questa cosa mi ha fatto pensare.  Sono decenni che si lotta contro  il nozionismo nella scuola, decenni che si impreca contro la memorizzazione di poesie, verbi e declinazioni, in cui si sottolinea come sia necessario comprendere l'evoluzione di un fenomeno storico, ma non le date precise perché basta conoscere il secolo, il periodo più o meno, perché è meglio potenziare la capacità critica piuttosto che quella mnemonica e ora si ritorna al nozionismo puro?
Vuoi vedere che adesso si riprenderà a studiare date, nomi, titoli e paradigmi? Riuscirà uno stupido giochino là dove molti nomi illustri hanno fallito?                     

P.S. L'alunna che mi ha posto la domanda di storia stava giocando col fidanzatino di un'altra classe mentre io interrogavo. 
Anche lei ha confessato. 
Alla fine confessano tutti.
 

giovedì 23 gennaio 2014

Della maleducazione

Praticamente poco fa è partito un post programmato che mirava a far capire che questo è sul serio il blog di una creativa e non soltanto il luogo dei suoi deliranti pensieri e, in condizioni normali, giuro che non vi avrei tediato oltre per un po'...ma sono troppo, come dire, alterata, arrabbiata, adirata, incollerita, furibonda, furiosa...e chi più ne ha più ne metta

Stamattina l'Amato Bene è uscito all'alba per andare al lavoro (è arcipuntuale, lui) e, sorpresa, ha trovato la macchina bloccata da una deliziosa (e grande) automobile che bloccava non una, non due, ma ben tre macchine.  Da persona educata , non si è messo a strombazzare, pensando che fosse di qualcuno che, magari , era andato a comprare il giornale. Ha aspettato 40 minuti, per poi decidersi a prendere la mia auto perché non poteva attendere oltre.  La macchina, dopo due ore è ancora là.

Cosa spinge una persona ad infischiarsene delle necessità del prossimo e a guardare esclusivamente al proprio interesse? 
E qui non si parla, ovviamente , del ragazzino maleducato che non fa passare le signore o non cede il posto all'anziano o vorrebbe portare il cappello in classe...Qui si parla di un adulto ( e non ho idea di chi sia) che, non trovando parcheggio, ha piazzato il suo bellissimo mezzo dove gli pareva...e che gli altri si arrangino.

Io sono Don Chisciotte e , quotidianamente, insieme al Latino, cerco di insegnare norme di buona creanza e di civile comportamento alle nuove generazioni che poi, fuori o a casa, si trovano questi modelli. Questo ti fa capire perché le tue parole scorrano come l'acqua sugli impermeabili...perché sono isolate! Nessuno insiste più sul "dovere" del saluto, sul divieto della parolaccia, sulla compostezza e delicatezza dei modi...cioé sulle norme base dell' EDUCAZIONE.
Ecco, l'ho detta la parola proibita, EDUCAZIONE, che è una gran bella parola, che vuol dire TIRARE FUORI, FARE USCIRE quanto di buono c'è in noi e negli altri.  
Lo so, sono fuori moda. 
Me lo dicono anche i colleghi che, ai miei sproloqui che mirano ad ottenere il sostegno per debellare radicati malcostumi, se ne escono con "ma che male c'é?".  C'è il male, eccome!

Perdonatemi lo sfogo, ma vengo da una famiglia arretratissima, in cui si usava dire per favore, grazie, scusa  e dove mio padre, prima di entrare nella mia stanza con la porta aperta, bussava e chiedeva:"Permesso?"

Dei primi lavori dell'anno

Quest’anno è cominciato all’insegna della lana, complice anche un simpaticissimo progetto dell’Isola creativa che ha previsto la realizzazione della sciarpa Infinity.

Non avevo mai provato a lavorare in gruppo ad una stessa creazione e la cosa mi è piaciuta tanto che ormai mi sono lanciata in sperimentazioni nuove, di cui vi parlerò poi. 

Visto che ormai sono partita, ho proseguito con i ferri e ho (finalmente!) completato lo scaldacollo in ciniglia per l’Erede...

...e un collo per me, con tanto di bottone vintage

…questo perché non si pensi che sto con le mani in mano.

domenica 19 gennaio 2014

Della "Comandante"

Sono gli anni del dopoguerra e in un grosso paese arriva una giovane sposa.
E' una "cittadina" che ha seguito il suo sposo in una casa che non ha mai visto, in un paese che conosce solo per averlo individuato sulla carta geografica.
E' la fine di ottobre e con la sua Lancia piena di tuberose lascia la città per cominciare la sua nuova vita. Il paese non la accoglie bene: nebbia fitta e nella nebbia si aggirano figure intabarrate. 
Entra nella sua bellissima casa, che il suo sposo ha costruito con estremo gusto e raffinatezza, ma alla quale manca il tocco femminile. La accoglie la suocera, che lei ancora non conosce perché era troppo vecchia per spostarsi, e le consegna le chiavi degli armadi, delle porte, della dispensa.
E poi va via.
La sua vita di sposa comincia in quell' enorme palazzo vuoto, avvolto nella nebbia, come per la principessa delle fiabe.
Ma il risveglio è più duro. Il paese non è aperto ad accogliere le novità. Questa donna è cittadina, le cittadine sono frivole, spendaccione, poco serie e non sanno fare niente, non sono in grado di gestire una casa. E poi è troppo bella, troppo formosa. Sicuramente mette delle imbottiture negli abiti per migliorare le sue forme. e poi parla in italiano, e che motivo c'è? E poi pare che sappia fare tutto, cuce, ricama...
E se parla non ha l'astuzia paesana del dire e non dire. Non conosce le dinamiche del paese per cui non deve comunicare con chi non appartiene al suo ceto, quindi è sicuramente di basso ceto . Lei non sa che la sua semplicità è vista come espressione di modesta condizione sociale, mentre sua madre le aveva insegnato a non gloriarsi di quel che era e da dove veniva.
Adorava, ricambiata, il suo sposo, che però non le aveva insegnato il codice paesano.  Non aveva avuto dei figli perché suo marito, che aveva sprecato la sua giovinezza in due guerre e aveva visto l'orrore dei combattimenti e della prigionia, non voleva "dare alla Patria altra carne da macello"
Crebbe come figli i suoi nipoti e quando il suo sposo se ne andò, lasciandola giovane vedova, indossò il lutto. Per anni e anni non aprì le persiane della sala grande né tolse il fiocco nero dalla porta, rifiutando fior di proposte di matrimonio di quei paesani che avevano avuto modo, in quei vent'anni, di conoscere le sue virtù.
In compenso, come la manzoniana Donna Prassede, governava non su tre conventi e due palazzi, ma sulle case di fratello, sorelle e nipoti. E anche se comandava a bacchetta consigliando, esortando, ordinando in maniera opportuna e inopportuna e, ormai, aveva perso ogni freno inibitorio, tutti la lasciavano fare perché era buona e generosa e tutti compativano il suo destino. 
Ad un certo punto comandò pure su Dio. Era stanca e voleva riposare.
E anche Dio ubbidì.

mercoledì 15 gennaio 2014

Dei 7 anni

A te che hai stravolto con la tua energia e il tuo forte carattere la tranquilla quotidianità della nostra famiglia,
a te che mi hai insegnato la tenerezza e le coccole,
a te che mi costringi a rimanere giovane e pretendi la mia vicinanza in tutte le tue "faccende" importanti,
a te che mi correggi se dico Nettuno al posto di Poseidone e conosci il significato della parola latrina (!) ,
a te che riempi la casa con le tue risate e le tue chiacchiere,
a te che commenti con un "buonissimo, mamma" ogni mio esperimento culinario, anche se non riuscito, 
a te che riesci a convincermi a farti giocare alla Play station sfruttando i miei momenti di stanchezza, 
a te che mi fai impazzire con la tua voce forte e che cominci ogni tua frase con "mamma,... ",
a te che pretendi "l'ora delle coccole" anche quando io vorrei solo andare a dormire e poi mi dici: "Ora vai a nanna, perché sei stanca", 
a te che sei il primo (e spesso, ahimé, l'unico) ad aiutarmi se ho bisogno di qualcosa,
a te che sei curioso e vuoi sapere e capire tutto e poi mi sorprendi con riflessioni e lessico da adulto,
a te che, purtroppo, subisci la frenesia delle mie giornate e non hai conosciuto il meglio di me, ma forse sei quello che,  caratterialmente, mi somiglia di più...

BUON COMPLEANNO

domenica 12 gennaio 2014

Delle perfide colombe

C'è stato un periodo della mia vita in cui avevo in casa tanti gatti che mi hanno fatto capire quanto siano falsi determinati stereotipi e quanto affetto possa darti un piccolo compagno. Bene. Questa premessa per dire che amo gli animali e che se non ne ho in casa è perché ho sofferto troppo quando li ho persi. Fra gli animali, a parte i suddetti gatti,  amo molto gli uccelli e non quelli in gabbia ma quelli che volano liberi nel cielo e con il loro canto mi rasserenano. 
Ora davanti a casa mia c'è un'aiuola con degli alberi in cui ha nidificato una colonia di colombe.
Mi piacciono le colombe. Il loro tubare mi accompagna e la loro vista mi evoca immagini di serenità e di pace. 
E ALLORA?  
Bene. Ho sopportato la visione dell' Amato Bene oggetto del tiro incrociato dei suddetti uccellini in quel di Cortona, ho persino sghignazzato davanti alla vista della sua macchina appena uscita dell'autolavaggio TOTALMENTE ricoperta di odoroso guano e ho trattenuto la sua furia colombicida...ma ora no.
Quelle sciagurate si sono permesse di "inondare" le mie lenzuola ricamate mentre veleggiavano in balcone e ora la mia ira funesta è esplosa.
Datemi un fucile. Si è aperta la stagione di caccia.

martedì 7 gennaio 2014

Del rientro (cronaca di una giornata di folle ordinarietà)


Ok,si riparte. Dopo 15 giorni di levate alle 8.00, nanne a mezzanotte, tombole e mangiate, si ricomincia.
Sveglia alle 6.00, preparazione colazione, vestizione Cucciolo addormentato e recalcitrante, urla disumane per tirare fuori l'Erede dalle coltri, mentre la Stella con occhio appannato si trascina dalla sedia al divano con movimenti scoordinati. IO NO! La doppia flebo di caffè ha fatto effetto e sono già iper-iperattiva  e pronta ad iniziare la mia quotidiana battaglia.
Trascino Accompagno il Cucciolo a scuola e vado nel mio Luogo di Delizie.Vengo a sapere con sollievo che Il Famoso Registro ancora non è partito, ma con doloroso disappunto scopro che, riguardo all'inserimento dei voti per gli scrutini,  NON ERA IL SERVER A NON FUNZIONARE, ma io ad avere impallato il sistema. Meravigliosa figura di...davanti al tecnico di laboratorio informatico e al vicepreside.

E siamo solo alle 8.10 del mattino.
Stendo una trapunta di silenzio sulle 4 ore successive. Alunni in stato letargico ascoltano i miei monologhi sulla "serva Italia di dolore ostello" e, senza pudore alcuno e senza preoccuparsi dell'effetto sulla mia autostima, concludono che Dante dovrebbe essere eliminato dai programmi. Sono troppo stanca e prostrata per reagire. Il fanciullo cui ho consegnato il compito sul quale avevo corretto "Quore", con candore dichiara che forse quel giorno era di fretta. Attacco con "Servi sunt, immo homines" e spero in una reazione interessata. Ma anche Seneca, mi sa, è fuori luogo. Una collega insegue ME per sapere come fare a digitare i voti e , a quel punto, io fuggo. 
Spesa, cucina, recupero Cucciolo, pranzo, rigoverno e...COMPITI!
"Quanto fa 76-29?" "Da dove viene capite?" Ma che significa questa frase di Spinoza?" (il tutto, ovviamente e assolutamente in contemporanea, migliorando notevolmente la mia prostrata autostima) Ciliegina sulla torta: Collegio dei docenti. E su questo stendo non una, non due, ma tre trapunte. Torno a casa e passo le due ore successive a correre tra una versione e l'altra da correggere, una pentola con lo spezzatino e la raccolta del materiale per il lavoro di domani.
Dopo questa cronaca di un giorno di ordinaria e folle normalità, pensate che sia fuor di luogo andare a dormire?

domenica 5 gennaio 2014

Dei regali di Natale (2)




E' uno strano periodo. Fra le attività creative io ho sempre privilegiato il ricamo e, eventualmente, l'uncinetto. Non lavoravo a maglia da trent'anni e, invece, per ora non faccio altro che sferruzzare e comprare lana! Ma basta: esauriti gli ultimi acquisti lanosi, ritorno al mio primo amore. Fra i propositi dell'anno c'è anche quello di ultimare dei grossi lavori cominciati.

Come minacciato promesso, ecco una carrellata dei regali preparati (quelli che sono riuscita a fotografare).
Come vedete, a parte i liquori del post precedente... molta maglia e poco ricamo.


collo di maglia
braccialetti per una bimba (schemi di Ricamare)

coppia di asciugamani (schema di Ricamare)

sciarpona

sciarpa

scaldacollo in ciniglia














scaldacollo di maglia




 









giovedì 2 gennaio 2014

Dei buoni propositi



PROPOSITI DELL'ANNO (creativi e no)
  1. Fare e ricevere coccole
  2. Non perdere tempo
  3. Leggere tanti buoni libri
  4. Continuare la mia titanica lotta contro l'ignoranza (progetto ambiziosissimo!)
  5. Smaltire le montagne di tessuti, filati e ricamabili che riempiono i miei bauli e finire i lavori cominciati
  6. Non offendere nessuno e, qualora accadesse, chiedere sempre scusa
  7. Gioire degli amici
  8. Andare in Provenza e a Parigi
  9. Imparare cose nuove
  10. Sopravvivere al registro elettronico