lunedì 8 settembre 2014

Di olio piccante (ovvero, di come dare una “scossa” al proprio palato)


Piccante o non piccante, questo è il problema…
Nella mia tradizione familiare il peperoncino non esisteva. Si adoperava il pepe nero, questo sì, ma di peperoncino neanche l’ombra. A dire la verità non so il perché, probabilmente perché la cucina di mia Nonna, unica femmina abilitata a preparare i pasti, prevedeva un “repertorio” di ricette sicule, poco aduse ad utilizzarlo. All’Amato Bene, invece, il peperoncino piace  tanto e, quindi, la mia cucina si è arricchita di questa prezioso elemento, che tra l’altro, è gradito alla Tribù al completo. Nelle varie sperimentazioni, ho trovato particolarmente interessante l’olio piccante, soprattutto per condire i legumi. Nel tentativo di scoprire la ricetta perfetta, ho preso informazioni da un’esperta autentica, anche perché nella sua di cucina il peperoncino è d’obbligo, viste le origini.

Ricordate la Meravigliosa Vicina, vero? A lei dobbiamo la Marmellata di cipolle. Ora mi ha passato un’altra ricetta di cui, da buona calabra, garantisce la bontà. Io mi fido e, sulla sua parola, ve la propongo, anche perché la mia “prova” è in corso di preparazione e, quindi, non l’ho ancora sperimentata. 
Il tutto parte dai peperoncini del mio orticello, che, spero, mi offrirà anche qualche altro spunto “creativo”. 



Alla ricetta, che vi passo così come mi è stata donata, aggiungo le foto del mio work in progress.



OLIO SANTO

(olio tipico della cucina calabrese e della cucina meridionale)



Ingredienti:



    Olio extravergine di oliva 500 ml

    Peperoncini piccanti secchi 10/15

    Sale fino 1 cucchiaino



Per preparare questo olio piccante, procuratevi un bel po' di peperoncini piccanti siciliani o calabresi (di quelli che fanno fischiare le orecchie), lavateli, asciugateli con un canovaccio e metteteli ad essiccare al sole disposti su un vassoio e coperti con un velo o con uno strofinaccio di cotone leggero.

 (io li ho infilati nel sacchetto Pressa Ikea di cui vi ho parlato qui)

Ricordatevi  di girarli ogni tanto .

Quando i peperoncini saranno asciutti e completamente secchi, indossate un paio di guanti e con le forbici spezzettateli finemente. Mettete il trito di peperoncini in una bottiglia o un vaso a chiusura ermetica, aggiungete l’olio, il sale e lasciate macerare per 20 giorni al buio. 



 (Il vasetto è al sole per fotografarlo, non sono impazzita! Adesso è ben nascosto nello stipetto)
Trascorso il tempo indicato, filtrate l’olio Santo con un colino ed imbottigliatelo.

Trattandosi di peperoncini secchi, se preferite, potete anche usare l'olio direttamente, senza filtrare.

L’olio piccante  si conserva per mesi in luogo fresco e al riparo della luce.


Usate con parsimonia e, dal momento che "relata refero", non consideratemi responsabile qualora,  in caso di uso improprio del prodotto, abbiate effetti collaterali, ih, ih, ih!

Buon appetito!

2 commenti:

  1. :D Io sono un'amante dell'olio al peperoncino!
    Nella mia ricetta casalinga l'ho fatto - in versione studentessa fuorisede - col peperoncino a scaglie che vendono al supermarket! L'ho messo in una bottiglietta (di plastica, quelle della crema di aceto balsamico, piccole e trasparenti) con l'olio (questo rigorosamente fatto in casa) e prima di avvitare il tappo ho messo un velo dei confetti in modo da non far incastrare le scagliette nella parte dove esce l'olio! Il piccante non dura tantissimo come quello che faccio a casa coi peperoncini autoctoni, ma è ottimo per le emergenze! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona la tua idea del velo dei confetti per filtrare l'olio via via che si usa e buona l'idea dell'olio santo "d'emergenza". Per la serie "dove non possiamo, inventiamo"!

      Elimina